Il Bologna è una F1, Lopez sviluppi bene il motore

Il Bologna è una F1, Lopez sviluppi bene il motore

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Finiti i fuochi d’artificio, trascorso il giorno degli esuberi, rimasti tali, il calciomercato ha spento le luci, anche quelle “a strascico”.

Finalmente. Finalmente ora parlerà solo il campo.

Il calciomercato, per chi non aveva il Fantacalcio, è stato in passato un gran bel gioco. Ero un ragazzino e – di luglio  – sfilavo con gli amici di sempre Paolo, Andrea e Marco, rossoblù nell’anima, per le strade di San Vigilio di Marebbe, gridando: “Conti ricorda che Beppe non si vende” leggendo nei volti dei ladini del posto stupore e incomprensione.

Poi, finite le trattative al Gallia… carta e penna alla mano, mi scervellavo nell’allestire formazioni possibili, inserimenti dei nuovi, sostituzioni dei ceduti, ecc.

Del Bologna di oggi, 40 anni dopo quei giorni belli di un Bologna aristocratico!, ho provato a scrivere diverse soluzioni tattiche, dall’attuale 4-3-1-2 o 4-3-3 (che sembrano gli schemi preferiti da Lopez) ad altri, con la difesa a 3, il centrocampo a 5, o a 4, il rifinitore ma anche no, e due punte se non tridente!

Va mo là!

Formazioni che mi tengo per me. Con alcuni punti fermi, sia tra i nuovi arrivati che tra i calciatori che ci hanno issato fin qui al secondo posto.

Un solo turnover immediato, che non avrà forse risposta sul campo, ma che invece io – a costo di apparire antipatico – effettuerei senza pensarci su. Mi perdoni il protagonista, cioè il portiere.  Nulla di personale, ci mancherebbe.

Ma non è questo il tema. Voglio invece porre l’accento sull’uomo su cui ora inevitabilmente finiscono gli sguardi di tutti i cuori rossoblù: Diego Lopez.

Lo aspetta l’imbarazzo – legato all’abbondanza – che qualsiasi suo collega di categoria sognerebbe. Lo aspetta però un lavoro delicatissimo: riuscire a far coincidere le (giuste) richieste di chi ha giocato e ha issato fin qui il Bologna al secondo posto che vale la A, con l’inserimento, graduale o meno, comunque inevitabile, delle “grandi firme”.

Trovare la quadra nel gioco, prima di tutto nell’equilibrio, che vuol dire riuscire a scaricare a terra la potenza del suo nuovo motore.

Corvino gli ha regalato la doppia scelta in quasi tutti i ruoli. Ora tocca a lui.

Sarà un lavoro di cesello. Lopez si è conquistato la fiducia dello spogliatoio e l’affetto dei suoi giocatori, fino a questo gennaio movimentato. Credo che senza ombra di dubbio si sia rivelato il tecnico ideale per tenere compattato lo spogliatoio. Ma ora…  deve trovare la formula chimica senza creare casi né delusioni.

E’ il tesserato rossoblù più “a rischio”, a mio modesto avviso.

Perché così come si sono create gerarchie in squadra, da luglio a oggi, altrettanto evidente è che sono arrivati professionisti di fascia alta e di forte personalità.

Di tutto, dovrà tenere conto Lopez, con un solo padrone: il Bologna. Con un solo obiettivo.

Un ritardo o un’esitazione, nel tarare il nuovo assetto della fuoriserie (per la B) rossoblù, potrebbe essergli letale. La metafora con le nuove monoposto e con gli assi del volante chiamati a sviluppare i nuovi motori della f.1 è calzante. Se diventasse necessario, il subentro di un nuovo allenatore comporterebbe di fatto l’azzeramento delle gerarchie.

Io, a scanso di equivoci,  tifo Lopez. Con una sola richiesta, mia e di altri: che non rinunci a Zuculini, se possibile. Inamovibile, per me. Per acume e per cuore. Fino a prova contraria.

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