Godiamoci il momento

Godiamoci il momento

E così il Bologna ce l’ha fatta. Al termine di novanta minuti sportivamente drammatici è tornata la Serie A, e sullo stesso palcoscenico in cui tredici mesi prima era andata in scena una tragedia si è vista un’opera trionfale: come a teatro, solo con un coinvolgimento leggermente più intenso da parte del pubblico. Leggermente. Una fatica immane per quelli che giocavano ma anche per quelli che guardavano, la maggior parte dei quali sarebbe scesa volentieri in campo per dare una mano ai suoi colori.

Però, ripensandoci bene, la sceneggiatura della partita di martedì sera è stata perfetta, scritta per ricalcare perfettamente l’intera stagione. Al fischio d’inizio i dubbi erano numerosi, non nascondiamoci, perché van bene i due risultati utili su tre ma gli altri son sempre quelli che corrono alla morte e hanno un attacco sontuoso. La gara, tuttavia, si mette bene: Sansone la sbatte sotto la traversa e il Pescara sta a guardare, pare rassegnato all’ineluttabile. Oh no, non è così. Perché un colpo di scena è sempre in agguato, e difatti proprio nel momento in cui il Bologna sembrava stesse per chiudere il discorso, eccoti un ceffone potente sottoforma di diagonale all’angolino. E il peggio deve ancora venire, a tinte rosso fuoco. Una situazione in cui ogni speranza è perduta, un trecentosessanta gradi violento e ora siamo noi quelli rassegnati all’ineluttabile. Oh no, non è così. Incredibilmente, faticosamente e strenuamente, il Bologna non perde il sentiero per la Serie A, per quanto accidentato e stretto, e arriva a casa.

Ripensando a da dove siamo partiti, non era per niente scontato. Siamo arrivati a pochi giorni dallo sparire, al termine di uno dei campionati più deplorevoli mai disputati, e ora ci ritroviamo in Serie A con un proprietario che non deve fare l’elemosina per onorare i contratti dei giocatori, anzi: un momento da godere appieno.

Quanto avete sudato durante questi dieci mesi? Quanto avete penato? Quanto vi siete incazzati, quanto fegato avete messo alla prova, quanta voce avete perso, quanti pomeriggi avete messo da parte tutto il resto, quanti soldi avete speso in biglietti, treni, benzina, birra & Camogli, Coca, caselli, oboli nei bagni, panini? Ne è valsa la pena. Ma ora fermatevi solo un secondo, uno soltanto, come l’alpinista in cima al Bianco, che mica scende subito e si ferma a guardare quello che c’è attorno: è bellissimo, vero? Facciamo come lui, gustiamoci l’attimo. C’è solo una differenza, sostanziale: lui quando riparte scende, noi si vuole salire ancora.

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