Gli alibi sono caduti. Ora si riempia il Dall’Ara

Gli alibi sono caduti. Ora si riempia il Dall’Ara

~~Quattro vittorie nelle ultime cinque gare e ancora non basta. Nonostante l’ottimo ruolino di marcia, il secondo posto in classifica e una proprietà che ha riportato entusiasmo e serenità alla piazza il dato dei presenti al Dall’Ara non decolla. Perché se da un lato è vero che 14mila presenze non sono poche per le medie fatte registrare dalle altre squadre del campionato di Serie B, è altrettanto vero che Bologna può – e deve – dare di più. Capisco che la serie cadetta non abbia l’appeal della Serie A, che lo stadio non sia un gioiellino moderno (ma quelli si contano sulle dita di una mano in Italia), e che il sabato pomeriggio porti con se maggiori problematiche rispetto alla domenica (anche se poi a gridare al “No al sabato” ai tempi della sua introduzione erano solo una frangia e non la maggioranza silenziosa dei tifosi), ma una piazza come Bologna che vuole non solo tornare in massima serie, ma anche recitarvi un ruolo da protagonista deve compiere uno sforzo anche a livello di presenza sugli spalti.

Molti, se non tutti, alibi sono caduti. Non c’è più Albano Guaraldi e i suoi soci – così invisi a gran parte della piazza – sostituiti da una proprietà ambiziosa, ricca e determinata che sta facendo il possibile per riempire il Dall’Ara: riapertura degli abbonamenti, promozioni – non ultima quella prevista per San Valentino – e un mercato importante che ha visto diversi calciatori scendere dalla Serie A per sposare il progetto rossoblu. Senza contare l’allontanamento di quel fantasma chiamato fallimento che aleggiava sulle nostre testa da ormai tre anni. Le ventimila presenze sarebbero il traguardo minimo da raggiungere, anche per dare ai ragazzi di Lopez un’ulteriore spinta verso la A, ma quel traguardo sembra ancora difficile da raggiungere. Nonostante gli forzi c’è una fetta di bolognesi che se non arriva la grande di turno o ci si gioca qualcosa difficilmente abbandona il divano e si muove verso lo stadio. Un dato di fatto che fa male agli occhi di chi, come il sottoscritto, ha imparato che “il Bologna è una fede” e va seguito sempre con lo stesso calore dalla Serie A alla Serie C, nel bene e nel male. Quindi ci sia alzi dalle poltrone, ci si copra per bene, e si vada al Dall’Ara a sostenere la squadra, mettendo da parte per 90 minuti anche le diatribe sul tecnico Lopez e le sue scelte di formazione che tanto animano la piazza e i bar (virtuali e non) in queste settimane. Perché è anche riempiendo lo stadio e mostrando, coi fatti e non solo le parole, l’affetto che Bologna nutre per il Bologna che la nuova proprietà sarà certa di aver fatto la scelta giusta puntando sulla nostra piazza e saprà che per ogni euro, o dollaro, investito il ritorno, economico e non, sarà certo

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy