Giro di boa

Giro di boa

Completato il girone di andata possiamo trarre un giudizio quantomeno parziale, anche se attendibile, sul valore di questa rosa e gli obiettivi per la seconda metà del campionato.

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Finito il girone di andata, possiamo trarre delle conclusioni. Parziali, ma possiamo trarle. Possiamo fare un parallelo con la prima metà della stagione passata, vedere differenze e similitudini. Ad onor del vero ci sarebbe una partita da recuperare, con il Milan in casa, ma tutto sommato non così pesante a livello statistico da influenzare fortemente il confronto.

Il Bologna, oggi come un anno fa, si trova quindicesimo in classifica, con due punti in meno rispetto alla stagione 2015-2016. Non solo: la differenza reti è peggiorata, attacco meno incisivo (se possibile) e difesa immutata. 17 reti siglate in 18 partite, mentre 25 quelle subite; l’anno scorso, invece, furono 20 quelle segnate e sempre 25 le subite.

Nonostante i numeri riportati la forbice che separa i rossoblù dalla zona rossa è aumentata, in proporzione, notevolmente: ad oggi i punti che ci separano dal Palermo terzultimo sono 10, mentre l’anno scorso il Frosinone chiudeva il girone a quota 15 punti (-7 dai rossoblù). La terra di mezzo, di coloro che dovranno correre da soli, senza veri obiettivi, non è cambiata: l’ottava posizione è ferma a quota 29 punti. Oggi il Torino, ieri il Milan.

A proposito, quali gli obiettivi per le restanti 19 partite (+1)? Un anno fa la risposta sarebbe stata: un campionato tranquillo, una salvezza tranquilla. E così è stato, ma fino ad un certo punto (almeno statisticamente): 42 punti finali, + 4 sul Carpi ultimo retrocesso. Ciò significa che la proiezione di fine girone d’andata non è stata rispettata, chiudendo con meno punti e trovandosi con il gap fortemente ridotto. E oggi? La risposta non cambia. Camminiamo sulla stessa linea di costanza, magari cercando di migliorare certi aspetti che non passano obbligatoriamente da numeri, punti, vittorie e differenza reti. Il valore della rosa è ancora tutto da scoprire, dopo la partenza a razzo abbiamo assistito al passo del gambero. La verità sta nel mezzo?

Secondo me, una parte fondamentale di questo progetto è prendere coscienza di come migliorare passo dopo passo, guardando da dove si è partiti, pensando a dove si potrà arrivare con il prossimo passo. L’obiettivo è astratto, non un posizionamento concreto in classifica. Non puoi quantificarlo in punti. Non serve a niente fare 55 punti oggi e rischiare di retrocedere l’anno successivo. Quanti giocatori validi, giovani e di prospettiva sono di proprietà del Bologna rispetto agli anni passati? Il centro tecnico? Inserire Petkovic per Floccari non è sintomo di coerenza progettuale? Il classico “pronto subito” sarebbe sicuramente più proficuo nell’immediato, ma l’attuale campionato ti consente di poter cercare liberamente il jolly dal mazzo. Probabilmente uno degli obiettivi più importanti è proprio quello di creare un gruppo solido per i prossimi anni e scovare qualche possibile plusvalenza partendo da una spesa contenuta. Di certo Petkovic non svolterà la stagione, ma tra un paio di anni potremmo ringraziare di aver pagato un talentuoso classe ’94 un milione e rotti euro.

 

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