Galleggiando tra il baratro e la tranquillità

Galleggiando tra il baratro e la tranquillità

Analizzando la classifica direi che il Bologna rimane posizionato in quella linea di galleggiamento tra il baratro e la tranquillità, che ci accompagna da inizio campionato e che non permette di prendere respiro. La vittoria a Pescara ha allontanato una contendente come il Torino dalla zona calda, mentre il Siena, vincendo in casa con la Samp, rimane aggrappato sul ciglio del burrone. Ci vogliono punti, qualche volta anche un pareggio servirebbe a dare continuità, ma questa squadra sembra avere la caratteristica dell’interruttore, del bianco o nero, acceso o spento, vittoria o sconfitta. Gli episodi, nella scorsa settimana, ci hanno in parte penalizzato, dall’uscita folle di Agliardi nella notte di Coppa Italia, allo sfortunato intervento di Antonsson in casa dei Diavoli e ne siamo usciti con le ossa rotte. In questo campionato anche il fattore sfortuna sembra influenzare a singhiozzo i risultati della squadra e mai come quest’anno perdiamo le partite con un solo gol di scarto. L’ultima sconfitta di San Siro, da un lato, ha dimostrato come un pessimo Bologna sia capace di contenere un inconcludente Milan per 65 minuti, dall’altro ha evidenziato una serie di lacune che il direttore Zanzi ed il patron Guaraldi, in concerto con mister Pioli potrebbero cercare di correggere, intervenendo sul mercato in maniera mirata, sempre che si riescano a reperire i mezzi per farlo. Ma fino ad oggi, il mercato del Bologna non è decollato e si spera che Zanzi riesca, se non altro, a fare quello che non si è stati in grado di fare negli ultimi due anni: sfoltire la rosa. Curci, Gimenez, Paponi, De Carvalho, Pulzetti e Abero sembrano essere corpi estranei, da tempo esclusi dal progetto Pioli e la loro presenza a libro paga, nelle casse del Bologna si fa sentire. Sfoltire la rosa sarebbe importante anche per un altro motivo: per tutelare uno spogliatoio che, se lasciato così affollato, potrebbe trasformarsi in una polveriera, da qui a fine campionato. Lo stesso Pioli lo chiede e Zanzi non può più fallire. Del resto certi errori del recente passato sono sotto gli occhi di tutti: la maggior parte dei tifosi si era accorta delle sue potenzialità, alcuni erano anche disposti a lasciar partire Ramirez a patto che restasse lui, ma una società miope, dopo aver scoperto il giocatore, dopo averlo lanciato nel calcio Italiano, ha preferito risparmiare poche centinaia di migliaia di euro piuttosto che arruolarlo alla corte di Pioli, che ne aveva parlato bene e che sarebbe stato felice di allenarlo. Sto parlando di Belfodil, il cui valore oggi sarà forse decuplicato rispetto al possibile investimento iniziale, ma si è preferito costruire una squadra, fissando la data di scadenza nel giugno di quest’anno per la gran parte dei contratti sottoscritti, senza progettualità e senza lungimiranza.

In questi giorni tiene banco il caso Portanova. Il calciatore si sente scaricato dalla società che cedendolo al Genoa potrebbe liberarsi di un contratto oneroso e investire tali somme sul mercato, ma ad oggi la vicenda appare tutt’altro che chiusa e si spera solo che, comunque vada a finire, non abbia conseguenze sulla compattezza dello spogliatoio.

Tornando al campionato le prossime due partite saranno determinanti, poiché in casa con la Roma è importante cercare di non perdere, facendo valere quella determinazione che quest’anno più volte i rossublu hanno portato sul campo del Dall’Ara. Mentre la domenica successiva a Pescara i ragazzi di Pioli si giocheranno un match fondamentale per la lotta salvezza. Dimentichiamo quindi le due trasferte milanesi e ripartiamo a testa bassa, al momento credo sia questa l’unica nostra vera alternativa, dato che le altre squadre in lotta si stanno organizzando, chi acquistando giocatori, chi cambiando allenatore, mentre noi restiamo fermi, in attesa dei saldi di fine mercato.

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