Fortitudo, grazie. Ora sotto con gli azzurri

Fortitudo, grazie. Ora sotto con gli azzurri

di Mario Giuliante

Passato un giorno e smaltita un po’ (si spera) l’amarezza per il mancato approdo in A1, è doveroso spendere due righe per la Fortitudo, vicina all’impresa giovedì sera contro una Leonessa Brescia che sale nella prima serie con merito. Tralasciando l’aspetto tecnico-tattico del quale, forse, si è già discusso, è da sottolineare invece l’aspetto dell’attaccamento dei propri tifosi nei confronti di questa squadra e viceversa. Nonostante la sconfitta, al PalaGeorge di Montichiari si continuava a sostenere la squadra come se la vittoria fosse arrivata; a Bologna, all’esterno del Paladozza , i tifosi hanno fatto festa accogliendo tutti i giocatori come se fosse arrivato l’approdo in A1 . “Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta” recitava venerdì notte lo striscione. Alla Fortitudo, alla società, ai ragazzi e soprattutto al Mister Boniciolli, va il merito di aver riavvicinato tanta gente al Paladozza, di aver ricreato quel clima “Fortitudo” che mancava da un po’..di aver ridato speranza, di aver ridato fiducia e fatto capire l’esistenza di un progetto volto sicuramente alla creazione di un strada che conduca verso la promozione nella massima serie. Nella cinque partite di finale disputate, nonostante la sconfitta della squadra ad aver vinto è stato il tifo bianco blu, pronto a tutto nonostante divieti inutili e campati in aria che, francamente, soprattutto in una finale ne compromettono lo spettacolo.

Nel continuare questo discorso si fa fatica e diventa impossibile non parlare di Bologna, facendo un salto dal parquet al prato verde del Dall’Ara. Anche qui si è festeggiata una sorta di promozione dal titolo “salvezza” e “permanenza in serie A”. Dalla falsa partenza con Delio Rossi, eroe della promozione dalla serie cadetta, e successivo esonero pressoché inevitabile, all’arrivo di Roberto Donadoni, vero artefice della stagione appena conclusa. Con lui insieme ad una società che ha ridato sicurezza sotto ogni profilo, è tornata anche la voglia di tornare a vivere lo stadio, le partite, il tifo: in tante partite la voglia di rivedere il bel gioco, di vedere vittorie all’ultimo, di cantare sugli spalti e soffrire con la propria squadra. Il Bologna di quest’anno ha regalato emozione nuove, ha fatto riaffiorare vecchi ricordi, speranze e progetti solidi: la conferma si spera di averla in una buona campagna abbonamenti, in un buon mercato ed in una buona stagione calcistica.

Concludiamo con l’Italia di Antonio Conte che domani ore 18 sfiderà la Spagna negli ottavi di finale degli Europei di Francia 2016. Sulla carta sfavoriti, gli azzurri dovranno tirar fuori tutto l’orgoglio e la grinta intravista contro il Belgio nella prima partita del girone. Con un Candreva che molto probabilmente non sarà della partita, vedremo quali saranno le mosse del Ct azzurro per prendere le misure alle furie rosse. Dimenticata e archiviata la pessima figura contro l’Irlanda, le soluzioni da adottare sono poche: massima attenzione difesa, contropiede e cuore, le uniche armi per resistere alla squadra allenata da Del Bosque. Lunedi alle 18 si vedrà finalmente di che pasta è fatta la Nazionale: la speranza è che arrivi la vittoria e che si possa andare avanti, nonostante le papabili avversarie che, qualora si vincesse, rischiano di essere la Germania (Campione del Mondo in carica) e la Francia (la squadra di casa). C’è poco da dire insomma: per scrivere la storia si dovrà passare attraverso queste imprese. Proviamoci tutti allora, rispondendo alla richiesta di Conta di indossare tutti una maglia azzurra…perchè no? In fondo è una questione di tifo; e senza tifo si sa, lo sport non avrebbe alcun senso.

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