Fine del girone di andata: al Bologna un bel 6.5

Fine del girone di andata: al Bologna un bel 6.5

Terminata la prima metà del campionato, è tempo di bilanci. Delio Rossi in difficoltà, Donadoni mago: per il Bologna il voto è comunque buono

Finito il girone di andata, è tempo di bilanci. Bilanci che devono essere complessivi, e non condizionati dalla partenza troppo negativa, né dall’estasi legata ai risultati positivi che sono arrivati quando è subentrato Donadoni, né dalla vittoria di Milano o dalle sconfitte casalinghe contro Empoli e Chievo. É giusto fare dunque un’analisi generale, considerando tutti i fattori, sia positivi che negativi, di questa prima parte di campionato. E allora il mio voto ai rossoblù al giro di boa è un onestissimo 6.5. Che può essere letto in tante chiavi, visto che può essere la media (non proprio aritmetica) tra il 5 dell’era Rossi e il 7.5 dell’era Donadoni, può essere visto come una sufficienza abbondante che è giusto dare ad una squadra che di fatto è una neopromossa (aspetto che dimentichiamo fin troppe volte) e che al momento ha 7 punti in più della terzultima, ed è anche un voto che fa rimanere con “i piedi per terra”, perchè è vero che adesso il bicchiere è mezzo pieno, ma è anche vero che bisogna restare concentrati sull’obiettivo principale della stagione e non pensare di avere già raggiunto la salvezza. E questo voto è anche il frutto del campionato a due facce che ha giocato il Bologna fino a questo momento.

Il periodo buio di inizio stagione, non è stato solo ed esclusivamente colpa di Delio Rossi: c’era una squadra nuova, c’erano giocatori che dovevano conoscersi ed adattarsi ad un nuovo calcio e ad un nuovo modo di giocare, c’era una condizione psicologica molto negativa data dalle continue sconfitte, e sembrava impossibile venirne a galla. Rossi non è stato cacciato (solo) perchè mancavano le vittorie, ma anche perchè era necessario dare una scossa alla squadra: Donadoni ha di fatto permesso al Bologna di svoltare, fin dalla prima gara contro l’Atalanta. Ricordiamo un Bologna frastornato e fortunato nel primo tempo, ed un Bologna assolutamente in controllo della partita nella ripresa contro gli orobici: è stato quel 3-0 a cambiare qualcosa, a dare una consapevolezza in più ai giocatori e a permettere alla squadra di cambiare totalmente atteggiamento e credere di più in se stessa. E allora il voto, da quel momento in poi, per forza di cose subisce un’impennata: in 9 partite i rossoblù hanno ottenuto 5 vittorie, 3 sconfitte ed un pareggio, dimostrando di essere una squadra vera e che gioca con l’atteggiamento giusto, dimostrando di avere un’identità precisa e di non essere una rosa sfilacciata e costantemente appannata come era successo ad inizio stagione.

Nel 7.5 della seconda parte si tengono conto delle grandi prove con Atalanta, Roma e Verona e delle vittorie contro Milan e Napoli, che rimarranno nei ricordi di questa stagione, al di là di quello che succederà nel girone di ritorno. È un voto che, forse, avrebbe potuto essere addirittura più alto, ma che inevitabilmente è portato a scendere considerando la sconfitta contro il Torino e le partite contro Chievo ed Empoli. Per onestà è giusto dire che, in tutte queste occasioni, sono stati i singoli episodi a decidere le partite e che, anche se nessuno grida allo scandalo per la gara persa contro i toscani o per la caduta casalinga dell’ultimo week-end, si tratta di fattori che devono essere considerati nel dare un giudizio complessivo. Passando ai singoli, in questa raffica di voti di metà stagione, si passa dall’8 ad Amadou Diawara, ad un 7 pieno per Roberto Donandoni ed Emanuele Giaccherini, fino ad arrivare ad un 6.5 a Mattia Destro, positivo nelle ultime settimane, ma troppo rinunciatario nella prima parte di stagione. E poi ci sarebbero anche i voti negativi, ma su quelli siamo più o meno tutti improntati ad avere la stessa opinione, e allora non ha senso mettere nuovamente il dito nella piaga. Lo avessero detto a metà novembre che avremmo girato a quota 22 punti, avremmo risposto con il più classico dei “dove devo firmare?”: e invece i 22 punti, per certi versi, rimangono addirittura un po’ stretti e c’è anche un po’ di amaro in bocca per alcune occasioni sprecate. Ci sono ancora 4 mesi di calcio ed altre 19 partite, oltre ad una sessione di mercato appena cominciata e al sogno di qualche giocatore di andare agli Europei: sarò un inguaribile ottimista, ma penso che si possa ancora migliorare.

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