Fallire, non fermarsi, continuare: Corvino e il valore della professionalità

Fallire, non fermarsi, continuare: Corvino e il valore della professionalità

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Piccolo off topic: odio le soste per la nazionale. Davvero, non le sopporto. Indipendentemente dall’avversario e dal risultato: vivi l’estate e il calciomercato con la speranza di abbracciare nuovamente la tua squadra del cuore il prima possibile, arriva il momento tanto atteso poi due partite e stop. Break. Come quando hai fame, dai un morso al panino e poi te lo rubano. Male, malissimo.

 

A proposito di calciomercato, l’editoriale di oggi si baserà sui frutti di una mia considerazione derivata dall’andamento della sessione estiva di trasferimenti appena terminata. Una finestra che, finalmente, torna a mostrare la luce del sole alla Serie A: secondi per investimenti dietro all’irraggiungibile Premier, un vero e proprio botto. Il campo valuterà la bontà o meno delle operazioni svolte.

Un’estate vissuta tra colpi e ritorni eccellenti, ma anche fallimenti e delusioni. Milan e Napoli in testa: persi Witsel, Ibra, Jackson Martinez e Kondogbia in casa rossonera, mentre per i campani del vulcanico presidente Aurelio De Laurentis hanno tenuto banco, più recentemente, il caso Soriano e il mancato acquisto di un difensore centrale. Come se non bastasse anche la Juventus finalista di Champions League ha dovuto far fronte a diverse trattative saltate o mai sbocciate.

Penserete giustamente: questo con il Bologna cosa c’entra? Proprio da queste ultime considerazioni prende forma e forza il mio pensiero. Non solo i top club italiani sono stati snobbati o più semplicemente considerati seconde scelte, ma anche il Bologna guidato dal direttore Pantaleo Corvino. Defrel e Duncan in prima linea, finiti entrambi a Sassuolo, una situazione quasi paradossale ed inimmaginabile fino a pochi anni fa. Non solo, la difficoltà nel raggiungere una seconda punta di livello e un trequartista di qualità avevano bloccato a lungo il mercato, paralizzandolo, tranciandolo di netto. L’aumento esponenziale dei costi e le alte aspettative nutrite da tutta la città illuminavano il resto del paesaggio. Sogni di gloria, Brighi e Brienza, pessimismo.

La forza delle idee ha consentito al nostro direttore di svolgere un lavoro, per qualità e quantità, ottimo e futuribile in sede di mercato. Una rivoluzione: quasi quaranta calciatori risultano ufficiali tra acquisti e cessioni. Il cambio di modulo e la pazienza nell’attendere il momento propizio per chiudere determinati trasferimenti sono un chiaro segnale che testimoniano la competenza e la versatilità di Pantaleo Corvino. Il valore della professionalità ha permesso al direttore salentino di terminare l’opera di restyling, la volontà di non essere schiavi di amici e procuratori, l’abilità nello scovare giovani talenti in erba e assicurarseli prima della concorrenza.

I fallimenti esistono da sempre e sempre esisteranno, il cuore per non fermarsi e continuare secondo un concetto, una logica e un’idea di calcio non è affatto scontato. C’è chi ha fallito senza effettuare rivoluzioni, con meno colpi da compiere e più tempo da investire, sbandierando nomi e trattive e c’è chi, lavorando nell’ombra, ha costruito una squadra di cui andare fieri entrando dal portone principale per ultimi, che mostra già le caratteristiche basilari per costruire a testa alta il proprio cammino: fame, corsa e possibilità di crescita. Non solo: se i Diawara e i Pulgar di turno sono già stati sondati, probabilmente, la strada battuta è quella giusta.

 

La mia non vuole e non deve essere un’ode a Corvino, semplicemente credo sia giusto considerare e valutare il lavoro svolto da un professionista anche da un altro punto di vista, da una luce differente. Non deve e non vuole perchè come sempre il campo sentenzierà e risponderà ai nostri attuali quesiti, ma l’esistenza di un progetto complessivo e totale merita attenzione e rispetto. Un lavoro svolto in gran parte a fari spenti, considerando la grande quantità di Under 20 destinati a rimpolpare e rinforzare il settore giovanile. Fallire, non fermarsi, continuare: la ricetta di Corvino per costruire il Bologna del domani è servita.

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