“Fai gol, così lo mandano via!”

“Fai gol, così lo mandano via!”

“Fai gol, così lo mandano via!”, queste le parole che si sono sentite al novantatreesimo minuto di Bologna- Spezia, chiaramente rivolte ad un Catellani lanciato a rete in contropiede. Il “lo mandano via” era invece riferito a mister Diego Lopez e al fatto che piaccia sempre meno alla tifoseria bolognese. Lopez non piace, è un dato di fatto. Sono mesi che non piace, sono mesi che sono poche le persone che lo difendono e sono mesi che le sue scelte ed il suo modo di porsi lo stanno portando, giornata dopo giornata, ad inimicarsi non la stampa -come continua a sostenere lui- ma soprattutto una parte dei tifosi. Ma per quanto il mister non stia simpatico, ricordiamoci che prima di tutto viene il bene del Bologna, e se Catellani avesse fatto gol, oggi avremmo un punto in meno, saremmo quarti in classifica e la situazione sarebbe ancora più negativa. E poi, non è assolutamente detto che, in caso di sconfitta, ci sarebbe stato un avvicendamento sulla panchina: la società, nelle figure di Di Vaio, di Fenucci e di Corvino, ha sempre difeso a spada tratta il mister e ha sempre confermato che l’allenatore rossoblù sarà lui fino al termine della stagione. Quindi, chi non è contento è liberissimo di continuare a non apprezzare l’operato del mister, però non si deve aspettare che le critiche possano portare a dei cambiamenti.

Che lo stesso Lopez non sia tranquillo, si è visto anche ieri nell’episodio capitato a Casteldebole: un diverbio, come ce ne sono tanti tra tifosi e giocatori, che non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo della storia del calcio. Il mister ha risposto ad un tifoso, mettendo in mostra uno spirito molto lontano dalla serenità mostrata sabato nel post-partita. Se Lopez credesse veramente nelle parole dette alla fine del match -in estrema sintesi: “non sono preoccupato, abbiamo fatto la nostra gara e le cose negative le vedete voi”- allora non avrebbe avuto nemmeno bisogno di rispondere a chi lo ha attaccato. E invece non è stato così, e ne è venuto fuori un piccolo scontro al quale ha partecipato anche Marco Di Vaio, che ha placato gli animi e riportato la calma. È stata una cosa di piccolissima entità, nemmeno lontanamente paragonabile a quello che è successo a Cagliari solo qualche giorno fa. Quello che fa strano è che l’allenatore risponda in questa maniera, soprattutto quando afferma di essere tranquillo e non preoccupato della situazione che sta vivendo la sua squadra.

Al di là delle piccole-grandi vicende che coinvolgono il mister, bisogna pensare al campo, dimenticando quanto successo fino a questo momento. Il Bologna è in difficoltà, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista mentale, e nelle prossime tre gare affronterà tre avversarie veramente pericolose: Bari, Catania e Frosinone. Dall’altra parte c’è invece un Vicenza che corre, ma che soprattutto è libero psicologicamente e accetta, dopo essere stato ripescato in extremis, tutto quello che viene. E nelle prossime gare affronterà Varese, Virtus Entella e Brescia; se non saranno nove punti, sarà una benedizione per i rossoblù. È un momento complicato, soprattutto per il calendario che le due squadre hanno di fronte. È proprio per questo che il Bologna deve liberare la mente, scendere in campo con serenità e dimenticare critiche e problemi di quest’ultimo periodo: solo così si può sperare di fare meglio e raggiungere quel secondo posto che ora sembra sempre più lontano.

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