Esonero tardivo, guai a partire prevenuti su Rossi

Esonero tardivo, guai a partire prevenuti su Rossi

Alla fine è stata presa la decisione che si sarebbe dovuta prendere due, tre, quattro mesi fa. All’epoca i tempi non erano maturi, il Bologna rimaneva costantemente al secondo posto in classifica, si percepiva come la squadra fosse totalmente in sintonia con l’allenatore (ricordo la trasferta di Varese) e cambiare guida tecnica si pensava potesse portare solamente scompiglio all’interno dello spogliatoio. Non si saprà mai cosa sarebbe successo se Rossi fosse arrivato prima, però la sensazione è che mister Lopez già da tempo avesse perso il controllo della situazione e che l’esonero, prima o poi, sarebbe arrivato. Parlare ora ha poco senso, e la società in queste settimane ha sperato che la squadra potesse svoltare da un momento all’altro, continuando quindi a dare fiducia al mister. Ma questo non è successo e a questo punto è normale cadere nel più scontato dei “ve l’avevo detto che andava cambiato prima”, anche solo per dare ad un eventuale sostituto la possibilità di avere più tempo a disposizione per plasmare la squadra secondo le sue idee. Adesso conta solo guardare la realtà: Lopez è stato cacciato e sinceramente non penso che ci saranno troppi rimpianti legati a questa decisione, anche perchè ormai piaceva a pochissimi e non convinceva quasi più nessuno.

Il più grande merito di Lopez è stato quello di creare un gruppo unito in estate, al quale è seguito un girone di andata discreto. Se non fosse stato per quei punti buttati nei finali di gara che ora pesano come un macigno, il bilancio sarebbe stato veramente ottimo, soprattutto alla luce delle aspettative di inizio stagione. Poi, però, nel girone di ritorno le cose sono cambiate e si sono complicate all’inverosimile, anche se per più di due mesi la squadra -nonostante faticasse tantissimo e non convincesse- è rimasta fissa al secondo posto, con buon margine sulla terza e con la speranza di riuscire addirittura ad agguantare il Carpi. Le cose sono però cambiate nelle ultime settimane, quando i pochissimi punti fatti e la rinascita delle avversarie, ha portato il Bologna al quarto posto. L’errore più grande di Lopez è stato quello di non essere stato in grado di gestire lo spogliatoio dopo gli arrivi di gennaio; non sto dicendo che il mercato sia stato sbagliato, anche perchè passare dai vari Abero e Troianello a gente come Gastaldello e Krsticic, fa un bel po’ di differenza. Però è aumentato il numero di giocatori, sono aumentate le possibilità a disposizione, e il mister non è mai riuscito a trovare la quadratura del cerchio: troppe formazioni diverse, troppe squadre stravolte, cambi rivedibili, gerarchie saltate, una squadra in difficoltà fisica evidente e la sensazione che con il passare delle settimane si stesse rompendo qualcosa anche all’interno dello spogliatoio.

Ora sotto con Delio Rossi, dunque, che è già stato accostato al Bologna più volte in questi mesi e che quindi avrà avuto modo di studiare i rossoblù e avrà un’idea ben chiara su quelli che saranno gli aggiustamenti da fare. Il mister deve ancora sostenere il suo primo allenamento, ma è già oggetto di critiche, legate soprattutto al pungo rifilato a Lijaic qualche stagione fa. Mi sembra assurdo giudicarlo a prescindere, fermo restando che il gesto con il serbo è assolutamente da condannare e rientra nella cerchia di quelle situazioni non dovrebbero succedere nel mondo del calcio. Ma Delio Rossi ha nel suo palmares anche due promozioni dalla B alla A con Lecce e Salernitana delle quali pochi hanno ancora memoria, ha una Coppa Italia conquistata con la Lazio, e una finale della stessa raggiunta con il Palermo. Insomma, schiaffi o no, è un allenatore preparato che ha ottenuto più di un risultato positivo.

Evitiamo quindi di partire prevenuti, la storia ormai è passata e bisogna guardare solo al futuro, che ora significa raggiungere la promozione con il Bologna. Il passato non conta più, né per lui, né per il Bologna. In bocca al lupo, mister.

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