E’ un Bologna capace di stare a galla (in tutti i sensi)

E’ un Bologna capace di stare a galla (in tutti i sensi)

In un gelido e piovoso tardo pomeriggio d’inizio inverno in quel del Dall’Ara, i rossoblù riescono a strappare il loro terzo risultato utile consecutivo con Donadoni in panchina: grazie al tecnico bergamasco i rossoblù stanno dimostrando, partita dopo partita, di avere finalmente cambiato pelle dopo un inizio di stagione a dir poco disastroso. Ebbene sì: in seguito ai successi ottenuti in casa contro l’Atalanta e al Bentegodi contro il Verona, il Bologna ha compiuto anche un’ altra impresa che finora quasi nessun altro club della massima serie ha conseguito, ovvero quella di fermare la Roma. La gara contro i giallorossi è stata molto combattuta e ottimamente disputata dai felsinei, macchiata però da una scandalosa terna arbitrale e da un clima non proprio ideale per giocare un match calcistico. Gli aspetti positivi riscontrati nel corso della tredicesima giornata di campionato sono stati senza dubbio le prestazioni dignitose di Destro e compagni, ma sicuramente la nota più dolce di quel giorno contraddistinto dal diluvio universale è stata l’esecuzione dell’inno francese per commemorare le vittime degli attentati di Parigi avvenuti la sera del 13 novembre, con tanto di bandiera francese in bella mostra e segnali di attaccamento espressi da tutti i tifosi presenti allo stadio, i quali hanno contribuito esponendo degli striscioni che trasmettevano vicinanza al popolo gallico dato il grave lutto nazionale subito.

Ma veniamo al calcio giocato: il Bologna ha tenuto testa in maniera egregia ai giallorossi di Garcia in una partita che ha continuamente rischiato di essere rinviata a causa della pioggia ininterrotta che ha reso il manto del Dall’Ara un acquitrino, ma la gara si è svolta ugualmente al cospetto di una tifoseria talmente legata ai propri colori che pur di sostenere i suoi beniamini è disposta persino a seguire una partita sotto un acquazzone violento e costante; i rossoblù hanno messo fin da subito in difficoltà la Roma, rendendosi protagonisti di varie azioni pericolose che hanno più volte impensierito Szczesny, il venticinquenne portiere polacco del team capitolino, tanto da passare in vantaggio dopo circa una decina di minuti dal fischio d’inizio grazie a Mounier, la cui rete verrà ingiustamente annullata da Rocchi per un fuorigioco a parere di tutti inesistente. Ma nonostante questo errore da parte dell’arbitro ai danni dei petroniani, il Bologna non demorde e si rivela essere più in partita degli uomini di Garcia, e dopo soli tre scocchi di lancetta trova il gol (questa volta regolare) di Masina sugli sviluppi di un calcio d’angolo.  E’ un Bologna pimpante quello che si ammira al Dall’Ara, capace di creare occasioni in grado di nuocere alla traballante difesa romanista e riuscendo ad andare negli spogliatoi mantenendo il meritato vantaggio, ma al cinquantesimo minuto del secondo tempo arriva il pareggio di Pjanic per la Roma su rigore (molto dubbio), dopo che il bosniaco nei primi quarantacinque minuti aveva buttato al vento ogni possibilità di pareggiare i conti malgrado le innumerevoli punizioni concessagli dal direttore di gara fiorentino, conosciuto per essere stato tante volte al centro delle critiche per decisioni arbitrali sbagliate in passato(sembra essere recidivo, a quanto pare).

Dopo la rete subita, il Bologna accusa il colpo e si dimostra meno brillante di prima essendo anche in debito d’ossigeno, e infatti è la Roma a presentarsi in area di rigore rossoblù in più frangenti, sfiorando il vantaggio con Dzeko, ma è solo questione di tempo e sarà proprio l’ex centravanti del Manchester City a siglare il momentaneo 2-1 su rigore, quest’ultimo ancora più ambiguo e contestato del precedente in quanto è indubbio che Rossettini abbia toccato prima la palla di Iturbe: questa è stata l’opinione di tutti(anche la mia) dopo aver visto e rivisto il replay. L’attaccante della selezione bosniaca, inoltre, si rivelerà anche molto falloso nel proseguimento della partita, rifilando una sonora gomitata a Maietta il quale uscirà poco dopo, sostituito da Mancosu, per via del sangue al naso(causato proprio dalla gomitata). I ragazzi di Donadoni però non si danno per vinti e all’85’ riaprono la gara grazie al rigore trasformato da Mattia Destro, il grande ex del match, e procurato da Giaccherini messo giù da Torosidis: la scena che vedrà la punta ascolana togliersi la maglia e sfogare tutta la sua gioia esultando a squarciagola sotto la curva Andrea Costa è stata indimenticabile(il suo atto verrà però sanzionato con il cartellino giallo e l’attaccante marchigiano salterà quindi la prossima gara, siccome era diffidato). Quello ottenuto contro la Roma è un punto d’oro, ma 2-2 è innegabilmente un risultato che al Bologna, dopo quel tanto che ha prodotto, sta molto stretto, perché ai rossoblù la vittoria è stata negata solo da discutibilissime scelte arbitrali che ne hanno stravolto in negativo una partita cominciata nel migliore dei modi. E’ proprio il caso di dirlo, il Bologna è riuscito a far fronte alla Roma, all’arbitro e al diluvio. Adesso però bisogna pensare al confronto dell’Olimpico contro il Torino, squadra assolutamente alla nostra portata ma a cui non sarà presente Destro, giocatore ampiamente ritrovato e lontano parente di quello abulico visto a inizio campionato. Avanti Bologna!

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