Donadoni in cerca di alternative

Donadoni in cerca di alternative

Sull’erba di Casteldebole Donadoni prosegue la sua opera di studio, con l’obiettivo di spremere al massimo questa rosa e mescolando le carte, sperimenta nuove soluzione, cercando qualche pedina dimenticata che potrebbe tornare utile nel prosieguo del campionato. Il mercato di Corvino ha portato in dote tanti giovani e qualche uomo di esperienza, ma attualmente non tutti hanno saputo (o potuto) incidere: alcuni hanno avuto più di una possibilità, che non hanno sfruttato a dovere, altri invece sono stati impiegati poco o niente.

La speranza è che Donadoni riesca a traghettare la squadra in una posizione più tranquilla, cercando di sfruttare tutte le potenzialità di questi ragazzi, perché molto probabilmente alcune di esse sono ancora inespresse. Sono fiducioso che il nuovo mister riuscirà a scovare qualche risorsa nascosta, aggiungendo qualche freccia in più al suo arco.

Vado contro corrente e dico che forse al mercato di riparazione non serviranno grandi rivoluzioni. Qualcosa si farà sicuramente, ma senza stravolgere quello che si è creato finora. Ci sono le alternative già in rosa, soprattutto a centrocampo e solo quando Donadoni avrà preso definitivamente in mano le redini di questo Bologna, si potranno esprimere giudizi su molti giocatori che attualmente non si conoscono nel dettaglio. Come ripeto più o meno in ogni editoriale, ai giovani deve essere concesso tutto il tempo di migliorare, c’è chi esplode subito (vedi Diawara), chi invece ci mette più tempo. Certo, qualche errore di valutazione è inevitabile, ma soffermarsi ora su eventuali sbagli di Corvino, correndo il rischio di essere smentiti sul campo, non è solo inutile ma credo anche dannoso per il club.

Ecco perché penso sia presto per silurare Mbaye e dare per scontato che prelevarlo dall’Inter sia stato un errore, quanto meno prima andrebbe provato come esterno destro di centrocampo (il ruolo in cui fece benissimo al suo esordio in A con il Livorno), così come credo sia presto per discutere le potenzialità di Falco, Krafth, Crisetig e Pulgar e più in generale: che sia prematuro parlare già di mercato, quando ancora non conosciamo il reale valore del potenziale nelle mani di Donadoni. Del resto si tratta di investimenti di Saputo e quindi vanno tutelati non criticati. Esprimere giudizi prematuri e soggettivi sui giovani del Bologna equivale a darsi la zappa sui piedi.

Purtroppo quest’anno non abbiamo a disposizione la Coppa Italia per sperimentare, perché sarebbe stata la vetrina giusta per gettare nella mischia i panchinari e provare qualche soluzione alternativa. Ce lo ricordiamo tutti quando Ramirez, con i goal in coppa contro il Modena, conquistò una maglia da titolare, giusto per citare un esempio. Piano piano Donadoni dovrà sfruttare le sessioni di allenamento per conoscere meglio il materiale umano a disposizione.

Evidentemente mi viene difficile scrivere di calcio in questi giorni: è impossibile restare indifferenti verso certi avvenimenti. Quei colpi di Kalashnikov è come se avessero sporcato di sangue anche noi. Con quegli spari ci vogliono togliere la libertà, di ascoltare musica, mangiare buon cibo ed andare allo stadio a vedere una partita con i propri amici. Ci hanno voluto mandare un segnale forte per terrorizzarci, entrando nella nostra sfera privata, dove pensavamo di essere al sicuro.

A tutto questo dovremo reagire, anche se questa guerra non l’abbiamo cercata noi, perché la nostra nonostante tutto continuerà ad essere la città della musica, del buon cibo e con la squadra di calcio rossoblu, anzi oggi come oggi, dovremo essere ancora più orgogliosi dei nostri colori e delle nostre tradizioni, perché rappresentano gli ideali in cui crediamo e per cui i nostri antenati hanno lottato e sudato. Ora tocca a noi fare di tutto per difenderli.

Tra poche ore al Dall’Ara affronteremo la Roma. Inevitabilmente siamo tutti ancora scossi per i fatti di Parigi ma forse stare insieme allo stadio potrà essere un modo per esorcizzare l’orrore che ancora abbiamo negli occhi. Proprio per questo dobbiamo reagire tutti insieme e dobbiamo farlo incitando i nostri ragazzi. Sarà un modo per riavvicinarci alla vita, dopo questi ultimi tragici giorni di morte.

The show must go on.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy