Din Don: si chiude per Gaston! E la situazione tattica si fa intrigante

Din Don: si chiude per Gaston! E la situazione tattica si fa intrigante

Dopo diversi tiri e molla, il ritorno di Gaston Ramirez sotto le Due Torri pare concreto e raggiungibile a breve. Più qualità, più soluzioni e rotazioni offensive: si apre un rebus intrigante nel parco attaccanti, con un precedente simile.

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Danilo Gallinari #NBAVOTE.

Mandiamocelo il Gallo a Toronto in occasione dell’All Star Game 2016. Destiamoci, poiché sono infinite le possibilità di voto: tramite il sito NBA e l’applicazione ufficiale, Facebook, Twitter, Instagram e Google seguendo la modalità “nome cognome #NBAVOTE”. Famolo strano: perché il basket italiano merita tantissimo, dopo Il Mago (1a scelta assoluta al Draft 2006) e il Beli “caldo come una stufa” in quella magica notte del Three-point Shootout, un assaggio minimo della gioia immensa provata a giugno, ora potrebbe essere il turno dell’ex Olimpia.

Scusate il piccolo off-topic, ma penso valga la pena di spendere anche poche righe per promuovere parte del nostro orgoglio sportivo italiano.

La notizia, fresca fresca, è un’accelerata importante sul fronte Gaston Ramirez, con tanto di dichiarazione pubblica a SportItalia di una chiusura dell’operazione a breve termine da parte dell’invadente procuratore del ragazzo: Pablo Betancourt. Un “chiuderemo a breve” che non lascia dubbi anche sulla bontà del lavoro svolto in prima persona da Marco Di Vaio, sempre in prima linea ed in grado di toccare le corde giuste dell’ex compagno di squadra. Il probabile ritorno di Gastoncito divide, e non poco, il tifo rossoblù, ma soprattutto crea dibattiti diversificati e validi.

Innanzitutto, a proposito di Betancourt, l’agente non deve dettare legge e tirare troppo la corda, dimostrandosi voglioso di concludere l’affare per poi allontanarsi improvvisamente, tutto ciò per ottenere un contratto più vantaggioso per il proprio assistito. D’altronde Pablo è molto conosciuto e influente: non sarebbe la prima scelta errata in cui riveste un peso specifico rilevante, finendo per non realizzare il bene di Gaston. Potrei essere di parte, Ramirez mi è rimasto dentro come pochi in questi ultimi anni, così come le sue giocate: quel numero pazzesco in casa contro l’Atalanta, il gol di tacco nel derby contro la Fiorentina e il tacco-tunnel in Parma-Bologna risplendono e prendono vita nella mia mente ogni volta che sento il nome dell’ex numero 10 rossoblù, ma la sensazione è che ogni tanto il ragazzo sia stato mal consigliato da chi invece avrebbe dovuto facilitargli la vita extra campo.

Riguardo al puro aspetto economico, l’operazione offre vantaggi obiettivi come il costo del cartellino, praticamente nullo, e la certezza di impugnare il coltello dalla parte del manico riguardo al discorso ingaggio. Già, perché due stagioni di “inattività” le pretese economiche dell’uruguagio dovranno obbligatoriamente pendere verso il basso. A determinate condizioni i rischi di un possibile fallimento verrebbero ammortizzati sensibilmente, senza dimenticare della possibilità di lavorare in prospettiva in quanto Gaston è un cla15sse 1990.

Non solo, il diktat di Donadoni è chiaro: qualità e duttilità, due modi per essere imprevedibile e cambiare pelle con grande semplicità.

A parer mio la situazione che si verrebbe a delineare con l’acquisto di Ramirez è intrigante e richiama un precedente calcistico già vissuto, il parallelo con il secondo Bologna di Pioli nasce automatico nella mia mente. Centrocampo muscolare, con Diawara e il ballottaggio Donsah/Taider, e un poker offensivo in grado di integrarsi perfettamente: Rizzo/Mounier al posto di Kone, Ramirez a fare il Diamanti, Giaccherini largo e Destro alla Gilardino. Una pazzia, lo so, ma neanche troppo. Probabilmente la formazione descritta sarebbe a trazione anteriore, ma sognare non costa niente e la patata bollente, per fortuna, toccherà nelle sapienti mani di mister Donadoni, un allenatore che ha già dimostrato tanto dal punto di vista tattico e della lettura della gara. Il mio è stato e resterà solo un esercizio mentale, dovuto alla curiosità e all’abbondanza offensiva in termini di soluzione che l’ex giocatore del Milan potrà sfruttare a proprio piacimento.

Din don din don: intervengo dal Dall’Ara, ha segnato anche Gaston!

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