Dimenticare Torino e proiettarsi a domenica. Con il Napoli serve la partita perfetta.

Dimenticare Torino e proiettarsi a domenica. Con il Napoli serve la partita perfetta.

La partita che ha aperto la 14ª giornata di campionato della Serie A ha visto in campo il Bologna in casa del Torino.
Arrivati allo stadio, l’atmosfera che si respirava dal settore ospiti era quella di un grande momento di sport. Lo Stadio Olimpico era gremito, soltanto i distinti laterali della zona adiacente a noi, non erano del tutto occupati.
Il palcoscenico quindi era adatto per vedere in campo una bella sfida.
Davanti due squadre che a questo sport hanno dato tanto, con una storia alle spalle che ha radici profonde, incorniciata da 7 Scudetti per parte. (una delle partite in Serie A dove si contano più trofei in bacheca).
Ovviamente anche le due tifoserie non sono state da meno, per intensità e voglia di spingere la loro squadra a portare a casa il risultato.

Il tutto ha fatto però da cornice ad un orribile quadro, le due squadre infatti non hanno espresso un bel gioco soprattutto la squadra di Donadoni.
I Granata con un possesso palla del 59% sono riusciti a mettere in difficoltà il Bologna con 10 tiri totali di cui 8 nello specchio, riuscendo ad essere cinici sotto porta, portando a casa due reti.
Il Bologna quasi mai ha impegnato Padelli infatti a referto ci sono zero parate al confronto delle cinque fatte da Mirante e i tiri totali (nessuno nello specchio) sono stati soltanto tre.

Due ora sono le domande da porsi:
La prima: Come si può spiegare questa involuzione (perché di involuzione si parla) rispetto alle ottime prestazioni viste con Atalanta, Hellas Verona e con la Roma?

Vedendo questa partita poi in maniera più tranquilla e sicuramente da una prospettiva diversa da quella del settore ospiti dell’Olimpico, mi è parso a tratti di rivedere la sfida persa al Franchi contro la Fiorentina.
Un Bologna che si è presentato in campo quasi intimorito, alla ricerca di un pareggio, senza voler spingere o attaccare i Granata, cercando di difendere il più possibile il territorio per non far ripartire il Toro.
Ovviamente la legge del calcio recita testuali parole: “se giochi la tua partita per portare a casa un punto (soprattutto in campo avversario) al 90% dei casi quella partita la andrai a perdere”.
Ovviamente in difesa non avevamo la possibilità di mettere il famoso pullman di Mourinhiana memoria, e con qualche svista arbitrale e qualche nostro errore (vedi Maietta nel retropassaggio) il Toro è riuscito a sfangarla con il minimo sforzo.

La seconda: Quanto ha influito l’assenza di Mattia Destro in zona offensiva, in questa partita?
Parliamoci chiaro finora Destro non è che abbia mantenuto i pronostici dei tanti sognatori che lo andarono ad accogliere al suo arrivo in Stazione Centrale.
Per ora l’attaccante di Ascoli Piceno è fermo a due gol in 14 partite, quindi di ottimo rendimento non si può parlare.
Nelle ultime gare però si è visto un nuovo Destro (stranamente con l’arrivo di Donadoni) che ha fatto ricredere un po’ tutti quei tifosi bolognesi che avevano perso la speranza.
Destro quindi in questo campionato non è stato incisivo come ci si aspettava ma senza di lui la squadra è assolutamente sterile in zona offensiva.
Molti vedono il rendimento di un attaccante solo contando nel tabellino quante reti ha realizzato. Evidentemente Destro riusciva a far salire la squadra, a dialogare con i centrocampisti, a compattare i reparti di attacco e della mediana in pochi metri.
La sua mancanza si è fatta sentire a Torino.
La cosa più preoccupante adesso è essere dipendenti da un giocatore che in realtà nell’arco di queste 14 partite non è che abbia fatto grandissime cose, questo può essere un grande limite per questa squadra.
Altro limite (e non lo stiamo dicendo adesso ma è una questione portata all’attenzione della dirigenza già da fine settembre) è stato non aver preso durante il mercato estivo un sostituto a Destro, pensando che Mancosu potesse essere un giocatore di livello per la Serie A.

Se non bastasse la sconfitta, altre brutte notizie sono arrivate nella serata di Torino perché Maietta non lo rivedremo fino agli inizi del prossimo anno mentre Giaccherini ha avuto un problema fisico (si parla di un contusione alla gamba).
Non di meno oggi a Casteldebole mancavano sia Destro che Mancosu (speriamo solo che la loro assenza non sia dettata da problemi fisici). Domani comunque in allenamento avremo ulteriori conferme e certezze.

Ora bisogna solo pensare alla sfida contro il Napoli, domenica all’ora di pranzo arriverà al Dall’Ara forse il peggiore avversario che potessimo ricevere. Il Napoli ha mostrato non solo un bel calcio, ma una solidità impressionante in difesa (la mano di Sarri si vede eccome) e una concretezza là davanti da non far rimpiangere gli attacchi delle grandi del calcio Europeo.
Higuain e Insigne infatti sono a 19 reti in questo campionato. Un media goal di altissimo livello.
Noi però non dovremo commettere assolutamente gli errori di sabato scorso, dovremo scendere in campo con la convinzione di poter giocare ad armi pari contro i partenopei, senza timore e paura.
Sicuramente loro hanno molto più da perdere e questo può essere un vantaggio, verranno per fare la partita, attaccando e magari lasciando qualche spazio nelle retrovie. Dovremo quindi essere capaci di difendere in maniera ordinata e di sfruttare qualsiasi occasione ci lasceranno.

Detto questo, non solo vedremo in campo una bellissima partita ma anche sugli spalti non mancherà lo spettacolo.
Ben 20mila sono i tifosi che si sono assicurati un posto per domenica (e siamo solo a lunedì). 
Curva Bulgarelli, Tribuna Family e San Luca contano il tutto esaurito.
Ovviamente non dovremo sorprenderci se in molti indosseranno la sciarpa azzurra, sarà quindi nostro compito cercare di sovrastare i loro cori per supportare al meglio i ragazzi in campo.

La speranza è l’ultima a morire, contro il Napoli sarà dura ma non una sfida impossibile.

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