Diego Lopez, l’allenatore secondo in classifica nell’occhio del ciclone

Diego Lopez, l’allenatore secondo in classifica nell’occhio del ciclone

in collaborazione con il blog Iveritifosidibologna.club

Chi pratica la professione di allenatore è sempre colui che si espone maggiormente ai venti, in genere burrascosi, di stampa e tifosi. La pioggia di critiche piovute su Diego Lopez dopo la vittoriosa trasferta di Crotone mi ha decisamente stupito. Allenatore mal digerito da parte della piazza fin dal suo insediamento sulla panchina emiliana, lo scorso giugno e spesso e volentieri nel mirino della critica, quando le situazione prendeva una brutta piega.

In questi mesi abbiamo avuto modo di conoscere le sue tattiche e le sue visioni di gioco. 

Ha accantonato il 4-3-3 estivo poiché si è accorto che il Bologna non disponeva di ali in grado di reggere entrambe le fasi e ha optato per un più coperto 4-3-1-2, incentrando gli schemi sugli inserimenti dei centrocampisti. Questa strategia, alla lunga, ha portato i frutti sperati. Non sono certo casuali infatti le numerosi reti messe a segno da Zuculini e Laribi, grazie alle quali il Bologna ha raggiunto in qualche mese il secondo posto in classifica. 

E allora cosa non piace con esattezza di Lopez? Il fatto che abbia ignorato, al momento, i rinforzi arrivati a gennaio? 

Dunque, occorre fare un paio di considerazioni in merito.

Punto primo, il campionato di serie B di questa stagione sarà ricordato come quello dal tasso tecnico più basso degli ultimi anni. Le squadre che macinano un bel calcio si contano sulle dita di una mano, tanto che inserire un Bologna spesso bruttino ma decisamente cinico non appare fuori luogo.

In secondo luogo, Lopez ha deciso di puntare tutto sulla forza del gruppo, quello che ha voluto costruire lui in questi mesi, senza lasciare che i suoi uomini perdessero il posto a favore dei nuovi arrivati, i quali, con molta calma e professionalità, si inseriranno partita dopo partita nel giocattolino del tecnico ex Cagliari. 

Poi possiamo discutere un’ora sui difetti (primo fra tutti il limite nella gestione dei cambi, vuoto che solo l’esperienza può colmare), ma se devo trovare anche solo un pregio in Lopez, ritengo che la componente più importante sia quella relativa alla capacità di saper motivare al meglio i suoi ragazzi. Forse perché, da ex giocatore, conosce esattamente il momento giusto per abbassare e alzare il livello di attenzione del gruppo. E questo è senza dubbio un elemento da non sottovalutare in un allenatore. 

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