Diawara – Roma: si chiude! In attacco regna l’incertezza?

Diawara – Roma: si chiude! In attacco regna l’incertezza?

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Sono i giorni della cessione di Diawara alla Roma. Ottimo, per come si era (è) messa la situazione: ricevere i tanto agognati 15 milioni sembrava un’impresa titanica. 3 milioni subito, dodici di riscatto obbligatorio e il mercato in entrata può decollare verso l’ultima fase, la più caliente, quella del grande/i affare/i. Massimo due giorni e l’operazione dovrebbe essere ufficializzata. Ma non basta, perché da Roma sussurrano che, alla fine, pure Sadiq dovrebbe rientrare nell’operazione. Purtroppo non è ben chiara la formula, ma traspare la forte possibilità di giungere ad un diritto di riscatto per i rossoblù e contro-riscatto a favore del club capitolino.

In questo caso bisogna comunque allargare la parentesi: serve un’altra punta a questo Bologna? Sicuramente, ma non è difficile comprendere la volontà di Bigon e compagnia: si va verso un 4-3-3 o 4-2-3-1, pertanto la punta titolare sarà una sola, ossia Mattia Destro. Anche perché giocare con più attaccanti puri titolari vorrebbe dire sacrificare quella batteria di esterni/trequartisti che si è venuta a creare e svalutare i propri investimenti. In questo caso ciò vorrebbe dire affidarsi ad uno tra Verdi e Brienza per il ruolo di trequartista titolare, panchinando i vari Rizzo, Mounier, Di Francesco e Krejci: non il migliore degli affari, considerando la poca affidabilità dei due calciatori nell’arco di 38 partite, per un motivo o per l’altro.

Allora molto probabilmente la punta prescelta dovrà essere pronta subito, magari giocando da titolare l’inizio del campionato e senza grosse pretese di minutaggio elevato nel proseguo del torneo. Sadiq partirà con la propria nazionale per giocarsi l’Olimpiade, un profilo interessante, utile e giusto per completare il pacchetto avanzato. Le candidature di Borriello e attaccanti dal pedegree simile spingono con forza per emergere, al pari di profili molto giovani che già hanno fatto bene e giocando parecchi minuti, magari in Serie B, come Petkovic.

Il resto è un’incognita e solo i saldi di fine mercato potranno dirci il reale peso specifico di questo Bologna, mossosi abilmente nel completare e puntellare la rosa dei “non titolarissimi” in modo da regalare a mister Donadoni una truppa consistente su cui lavorare già da subito. Un dettaglio non da poco, pensando in particolar modo alla situazione dell’anno passato.

Un ultimo punto, su cui vorrei dire la mia: i gol non li fanno i nomi. O meglio, i nomi possono aiutarti a raggiungere un livello più o meno alto di qualità e quantità offensiva, ma l’organizzazione tattica, le trame di gioco studiate e provate e l’alchimia possono coprire certe mancanze. Altrimenti sarebbe inspigabile vedere il Chievo raggiungere certe zone di classifica ogni anno, così come l’Empoli o altre squadre in generale molto organizzate. La qualità aiuta notevolmente ad innalzare il livello se già certi meccanismi, anche mentali, sono già entrati stabilmente nella testa dei giocatori.

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