Destro: ci siamo, per il presente si guarda al passato. E intanto Gabbiadini…

Destro: ci siamo, per il presente si guarda al passato. E intanto Gabbiadini…

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~~Oggi niente buffonate, abbiamo tanto da raccontare e scrivere. Innanzitutto Pulgar: è tutto fatto, operazione conclusa. Pronte le visite mediche e battuta la concorrenza della Fiorentina e di Pradè, che fino all’ultimo ha tentato di soffiare il sudamericano al nostro Pantaleo Corvino. Un giocatore duttile, un colpo effettuato a cifre contenute considerando anche il mercato pazzo a cui stiamo assistendo questa estate. L’attesa è frutto della necessità di non compiere il passo più lungo della gamba: vietato, quindi, far firmare contratti pluriennali esagerati a calciatori privi di margini di miglioramento. Inevitabilmente ciò significherebbe mercato bloccato e contratti esosi sul gruppone che nessuno vuole accollarsi in caso di flop non preventivato. Situazione già vista e vissuta? Ci vuole Pazienza (eheh). A proposito: Bianchi e Mancosu dovrebbero muoversi rispettivamente verso Bari e Brescia (ripescato in Serie B). Una doppia uscita che si potrebbe leggere come una possibilità di accelerare certe situazioni legate al reparto offensivo.

Per Destro la tavola è apparecchiata: accordo già raggiunto con la Roma sulla base di un prestito con obbligo di riscatto per una cifra vicina ai 9/10 milioni di euro. La trattativa è imbastita e si viaggia sui binari giusti per raggiungere la stazione con il minimo ritardo possibile. Corvino “stalkera” giornalmente Vigorelli, l’agente dell’attaccante: l’ex Siena ha sposato il progetto rossoblù e vuole tornare a sentirsi importante proprio nell’anno che porta all’Europeo. Tradotto: il milione e mezzo netto che percepisco di ingaggio può anche essere parzialmente decurtato. Ovviamente bisogna limare certi dettagli, ma l’arrivo di Dzeko in giallorosso serve un assist involontario a Corvino, consapevole della necessità di Sabatini di incassare denaro fresco.

Urgenza. Così potremmo spiegare la situazione e lo stato d’animo di Delio Rossi. Codice rosso: i giorni passano e i primi appuntamenti importanti iniziano ad avvicinarsi pericolosamente, in primis il campionato, ma anche la sottovalutata Coppa Italia. La rosa deve essere completata o almeno rinforzata al più presto, da qui prende piede l’idea di alcuni clamorosi ritorni: Diamanti, Taider e Ramirez, con Gaston più defilato per palesi ragioni economiche.

L’ex tecnico di Palermo e Lazio ha già dato il proprio benestare al ritorno di Alino, che nel frattempo continua ad allenarsi a Casteldebole. Il solo Brienza non basta per dormire sonni tranquilli e il mister vorrebbe lavorare sul campo al più presto con la coppia di trequartista da lui indicata. Diamanti, intanto, spacca a metà la piazza e le considerazioni si sprecano. Personalmente, il campo parla chiaro ed è l’unico in grado di dettare legge in maniera univoca: Alino fa la differenza e sul rettangolo verde ha sempre sputato sangue senza mai risparmiarsi. Dati di fatto, poi certi atteggiamenti ancora provocano rabbia e rancore nel cuore di diversi tifosi.

Per Taider la situazione è differente: Delio Rossi deve ancora accosentire all’operazione che porterebbe nuovamente lo Zaffiro sotto le Due Torri. Particolare da non sottovalutare: l’Inter sarebbe disposta ad accettare un prestito con diritto di riscatto. I quasi 900.000 euro netti percepiti dall’ex Sassuolo frenano leggermente il preseguire dell’operazione. Nei prossimi giorni si vedrà.

Mal di panc(i)a. Una sofferenza comune tra i calciatori professionisti. Una novità, invece, se il protagonista di questa vicenda per una volta non è Dio Zlatan ma Manolo Gabbiadini. Le parole dell’agente suonano come un terremoto e l’aria in casa Napoli incomincia a farsi davvero pesante. Gabbiadini paga il poco peso mediatico e un atteggiamento fin troppo corretto, qualità fondamentali  ma che non consentono di vendere notizie e fare scalpore. 

Non è un segreto: Manolo ricorda Bologna con affetto e il mercato è lungo, come tra l’altro ha ammesso candidamente l’agente dell’ex Samp. L’operazione si preannuncia difficile e onerosa, ma Corvino e il Bologna ci pensano. E non è poco.

 

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