Dalla retrocessione al restyling del Dall’Ara. Saputo, che Impact!

Dalla retrocessione al restyling del Dall’Ara. Saputo, che Impact!

di Rosanna D’Atri

Se il sogno è quello di tornare a essere lo “squadrone che tremare il mondo fa”, la sceneggiatura degna del miglior film Hollywoodiano ha già preso piede e dalla curva Bulgarelli, negli ultimi due anni, si sono alzati cori inneggianti i salvatori della patria made in USA.

A chi scrive, poco importa di rivangare il passato raccontandovi per la millesima volte i retroscena della separazione tra l’avvocato newyorchese e il patron dei Montreal Impact. Quello che mi preme, è raccontarvi il cambiamento di prospettiva portato dal duo J&J negli ambienti dei non addetti lavori, quegli ambienti che con fatica e rinunce personali mantengono la passione per i propri colori e che finalmente, dopo anni di prese in giro subite da “personaggi” più o meno noti del panorama imprenditoriale bolognese, possono guardare al futuro della loro squadra con entusiasmo e voglia di partecipare ancor più attivamente. Erano anni che non si vedevano fuochi d’artificio, coreografie che coprono tutta la curva, macchine e autobus festanti in direzione di stadi blasonati o location di periferia: erano anni che non si percepiva la speranza, quella vera, che smuove la passione e la fa uscire dai meandri in cui era sprofondata.
Tra lo “sbarco in Normandia” versione Tacopina e le promesse di Saputo per il restyling del Dall’Ara, in mezzo ci sono state strette di mano, fotografie di rito, passeggiate e visite a persone e luoghi sacri per la città e il tifo felsineo, sfilate sotto la curva a testimonianza che la società sente la vicinanza del popolo rossoblù. Tutto come in una sceneggiatura ben congegnata con l’attore protagonista che richiama a raccolta i fans e il regista che decide tempi e modalità di inquadratura, quell’inquadratura che ha sempre sullo sfondo l’obiettivo di restituire alla piazza bolognese il posto che le compete. E’ questo ciò che hanno percepito le persone, questo quello che vogliono perseguire insieme alla società i tifosi, questo ciò che il progetto tecnico di Roberto Donadoni – non solo uomo di calcio, soprattutto signore nella vita – vuole portare come valore aggiunto alla squadra, alla città e alla sua gente. Persino gli sbandieratori della domenica hanno ripreso a farsi i muscoli, sventolando a un ritmo incessante i loro vessilli e trasferendo all’intero ambiente il concetto che il vento di cambiamento è arrivato ed ha una faccia, quella di Saputo.

Le aspettative della gente sono tante, il mercato fatica ancora a decollare ma sembra andare nella direzione giusta, c’è ancora tempo per Bigon e compagnia di assestare qualche colpo che andrà a fare compagnia all’antipasto servitoci nella giornata di ieri con l’arrivo di Krejci.

La certezza è che i soldi del chairman rossoblù fanno la differenza per una realtà come il Bologna e negli ambienti “curvaioli” si respira aria da 25 aprile perché dopo tante umiliazioni subite da gestioni scellerate e culminate con la retrocessione, a Bologna negli ultimi due anni si sono riviste cose a cui non siamo abituati: SOLE, 3 PUNTI E FOLLA IN DELIRIO.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy