Dal 2008 al 2015, sogni, speranze e sensazioni positive

Dal 2008 al 2015, sogni, speranze e sensazioni positive

in collaborazione con il blog iveritifosidibologna.club

Ho riflettuto molto sulle due promozioni che la mia giovane età mi ha permesso di vivere e ricordare. Quella del 2008 ci ha visto trionfare all’ultima giornata contro il Pisa – il rigore di Marazzina fece esplodere di gioia un Dall’Ara stracolmo – dopo un campionato trascorso saldamente nelle posizioni nobili della classifica. Quella del 2015 è stata certamente più sofferta, ma probabilmente ancor più bella perché inaspettata. Già, forse aveva ragione Sofocle quando diceva che “la gioia più grande è quella che non era attesa”. E chi se lo aspettava che il Bologna avrebbe centrato la serie A al primo colpo, soprattutto dopo aver perso nelle ultime settimane il secondo posto, che valeva la promozione diretta, ed essersi in tal modo invischiata nelle acqua melmose dei play off? E invece eccoci quA, pronti a trascorrere un’estate ricca di sogni e speranze. 

Gli stessi sogni e le stesse speranze che avevo nel 2008, quando, appena diciassettenne, immaginavo il Bologna stabilmente in serie A, pronto a lottare per i piazzamenti europei. Ma, si sa, gli adolescenti hanno spesso la testa fra le nuvole e fanno il passo più lungo della gamba. Le cose non andarono infatti come avevo immaginato, poiché quella che doveva essere l’estate della svolta, per costruire qualcosa di importante, si trasformò invece in un lento calvario verso l’abisso. La strategia scelta dalla società – Cazzola pronto a defilarsi prima, Menarini in assoluta difficoltà poi – fu quella di pensare solo ed esclusivamente all’anno in corso, senza gettare la benché minima base sul futuro. Il risultato di tale decisione ha frantumato i miei sogni adolescenziali, portando i rossoblu a sofferte salvezze, con l’obbligo di dover ricominciare il campionato, anno dopo anno, confidando più nelle disgrazie altrui che nelle capacità proprie. La fortuna, che ha preso le sembianze di Marco Di Vaio per quattro lunghe stagioni, è finita lo scorso anno, quando, di questi tempi, ci stavamo disperando per la retrocessione nella serie cadetta. 

Veniamo al presente, in cui il sottoscritto è maturato, ha imparato a tenere maggiormente i piedi per terra, ma allo stesso tempo non ha perso la voglia di credere nei sogni. E come non averla, dal momento che possiamo vantare alla guida della nostra squadra del cuore il trio Tacopina-Saputo-Corvino. E d’altronde i nomi che circolano nelle ultime ore sono un segnale evidente del fatto che il vento sia decisamente cambiato. Sì, forse a distanza di sette anni potranno trovare un’effettiva realizzazione quei sogni di gloria prima citati. Con calma, certo. Senza fretta, ovvio. Ma la sensazione è che mai come questa volta il Bologna sia sulla strada giusta.

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