Da #WeAreOne a Quintero: impossibile non credere nell’attuale società

Da #WeAreOne a Quintero: impossibile non credere nell’attuale società

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Il mondo si è capovolto. Il nostro mondo si è capovolto. In maniera talmente rapida e improvvisa che spesso risulta difficile pensare al passato, alla sofferenza, all’incertezza. Certamente, il primo bilancio dovrebbe essere stilato alla fine del calciomercato, a squadra ultimata e completa. Per una questione di seria obiettività, ma non è ciò che mi sono promesso di svolgere in questo preciso momento. Quanto contano i piccoli gesti? Quelli che passano quasi inosservati, in silenzio. Secondo me tanto, tantissimo. Secondo me sono essi a donare la giusta dimensione alla situazione corrente. #WeAreOne raccoglie tutto ciò: un piccolo segnale, quasi impercettibile, ma di importanza fondamentale nel segno del cambiamento e del rapporto comunicativo ed emozionale con i tifosi. Prendiamo per esempio il video “La nuova Maglia Home del Bologna 2015-2016”: da lacrime. Uno spot capace di ridare fierezza ad un popolo calpestato. La comunicazione, attualmente, è di un altro pianeta. E vorrei sottolinearlo dieci volte: è un segnale che fa tutta la differenza di questo mondo. Perchè? Il modo di porsi cambia il punto di vista, la luce sotto cui si osservano determinati particolari cambia totalmente. Lo slego in dialetto di Saputo assume un sapore dolcissimo: ovviamente tutto è stato accuratamente studiato a tavolino, ma il processo di bolognesizzazione (concedetemi il termine) innonda il cuore dei tifosi. Insomma, dalle frasi infelici tipo “I due giri di valzer in Serie C” ne è passata di acqua sotto i ponti.

Le critiche, comunque, in certi casi non sono state risparmiate. Ingenerose perchè premature. Già, perchè fino a due giorni fa Corvino è stato considerato indegno, bollito. Pochi acquisti e onerosi, nessun nome di richiamo: male, il direttore salentino ha perso il tocco. La fretta, però, è una cattiva consigliera e acquistare giusto per riempire delle caselle vuote non solo è inutile, ma anche controproducente. Il colpo Quintero ha rimescolato le carte in tavola, forse spalancando in maniera definitiva gli occhi di alcuni tifosi rossoblù. Come al solito sarà il campo a parlare e a dettare legge, ma non possiamo negare l’enorme soddisfazione nel poter ammirare un talento classe ’93 con già alcuni gettoni in Champions League e nella nazionale maggiore colombiana, una delle migliori al mondo per talento e potenziale offensivo. Non solo Quinterito: anche Crisetig e Rizzo devono assolutamente essere valutati in questa maniera, acquisti validi per oggi ma anche soprattutto per un domani. A proposito dell’ex Crotone, la mia impressione è che il centrocampista scuola Inter possa ritagliarsi uno spazio importante vista anche la poca concorrenza in quel ruolo sotto le Due Torri e la penuria di regista in generale che affligge attualmente il mondo del pallone, in caso di consacrazione la vittoria per Crisetig e il Bologna sarebbe doppia. Purtroppo non stiamo parlando di Fifa 15, guai a scordarsi che il calcio reale vive di altri equilibri non collegati al mero aspetto tecnico tattico. Ben vengano quindi i Nocerino, i Brighi e i Marchionni: ossia giocatori di esperienza, capaci di contribuire non solo in campo come sostituti, ma di svolgere un ruolo di primo piano anche nella crescita dei colleghi più giovani. Presenze di personalità, un ruolo delicatissimo ricoperto magistralmente durante l’ultima stagione da un sempre più lontano Francelino Matuzalem.

Capitolo punta: il nome di Borriello si è fatto sempre più insistente e pressante. Un Borriello alle giuste condizioni (ingaggio fisso non particolarmente corposo, al contrario invece dei possibili bonus guadagnati in base a gol e presenze) non escluderebbe automaticamente un’altra punta. Ovviamente il mercato in uscita rivestirà un ruolo cruciale, considerando l’abbondanza non desiderata nel parco offensivo, vendere quindi sarà importante tanto quanto acquistare. Normalmente gli ultimi giorni di agosto offrono succosi saldi: chissà che non possa spuntarci un Matri vestito di rossoblù. Ah bhe, e la Nargi, ovviamente.

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