Credere in Delio Rossi, i conti si faranno alla fine

Credere in Delio Rossi, i conti si faranno alla fine

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~~Breaking news from Casteldebole: per prepararsi alla sfida interna contro l’Avellino, pare che mister Rossi abbia organizzato un torneo ad eliminazione stile Tekken. Survival mode, e giù di mazzate.

Provo imbarazzo nel sentir continuamente dire: “Rivoluzione, doppie sedute e tanto lavoro”. Provo imbarazzo perchè mi chiedo, e non penso di essere il solo a questo punto, i ragazzi rosoblù che cactus facevano? Bocce come Podolski o Playstation e nutella alla Ljajic (eheh il buon Adem), non trovo altre soluzioni sinceramente.

L’approccio è totalmente opposto: un mister navigato, consapevole di poter ottenere una svolta positiva utilizzando il pugno duro, conducendo, accompagnando, catechizzando passo dopo passo i giocatori della rosa dal punto di vista tecnico e tattico, senza rimorsi e paura di sgolarsi. Un atteggiamento completamente diverso da quello mostrato in precedenza da Diego Lopez: un allenatore non troppo esperto, maggiormente portato alla carezza che non al pugno duro, forse perchè ancora in una fase di transizione e completamento professionale. Opione personale detta alla Rafa Benitez: ci può stare. C’è un tempo per ogni cosa, quello di Diego Lopez arriverà, ma piazza e situazione societaria non erano favorevoli alla crescita dell’Hombre Vertical. Scontri insabbiati o presunti tali, scelte opinabili e un’unità indossolubile venuta meno nel momento cruciale del cammino: divorzio, sarà per un’altra volta, chi lo sa.

Situazione rovesciata proprio verso le ultime curve che portano alla fine del campionato cadetto, poche parole e proclami, ma più lavoro sul campo. Low profile e buon senso: motivi validi per credere in Delio Rossi.

Chiusa una porta, si apre un burrone. L’impresa, in realtà, sarebbe tale se il tecnico ex Lazio riuscisse a rivitalizzare, in brevissimo tempo, un attacco con stamina ai minimi termini. Non è Mourinho, non è un pranoterapeuta, non è nemmeno Superman o Goku. Non è un eroe o un miracolato, ma se Pandev raggiunse la doppia cifra in campionato solamente sotto la guida del tecnico riminese un qualche motivo ci sarà. Una siccità impensabile tenendo conto del potenziale a disposizione: probabilmente Rossi proverà a toccare i tasti giusti per mettere in condizione il reparto offensivo di rendere al meglio, da questo punto di vista vedo Mancosu e Acquafresca in pole per affrontare l’Avellino. Li considero avvantaggiati per un semplice motivo: è una coppia d’attacco ben assortita le cui caratteristiche fisiche e tecniche si completano, poiché l’ex Trapani ama attaccare la profondità, mentre Robert tende ad aiutare la manovra abbassandosi e venendo incontro al portatore di palla per facilitare il possesso e trovare nuovi spunti.  

Lo spogliatoio ed i ragazzi in campo devono ricompattarsi immediatamente, quattro punti in tre partite possono anche essere recuperati in un campionato infinito e paradossale come la Serie B, una maratona dove le certezze tendono a disintegrarsi con la stessa facilità con cui riaffiorano improvvisamente. Ho imparato una lezione fondamentale: i conti si faranno alla fine dei giochi. Si può arrivare secondi, ma la terza piazza non andrebbe comunque considerata come una sconfitta, poiché garantirebbe importantissimi privilegi in quella rissa chiamata playoff. L’importante sarà affrontare queste ultime tre partite con la giusta mentalità, mi aspetto una squadra attenta e corta, pronta a dimostrare qualcosa sia al pubblico, sia al nuovo allenatore.

P.S. Giuro che termini come rissa, pugno duro e altri ancora non li ho inseriti appositamente per Delio Rossi, credetemi. Vi scongiuro.

 

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