(Comi)nciamo bene

(Comi)nciamo bene

Quella appena iniziata è la più importante vigilia della stagione rossoblù. Passo e chiudo. No ecco, qualcosina in più mi toccherà pure scriverla, anche se per l’editoriale odierno basterebbe la frase d’apertura. Messo da parte un campionato a tratti controverso e pieno di rimpianti, con relativo quarto posto, il Bologna infatti è chiamato a disputare i play-off ricominciando da capo, come se nulla fosse successo in questi mesi. Mi spiego meglio: resettare sì, provando però a fare tesoro degli errori commessi da agosto in poi. Le gare disputate martedì scorso devono essere un segnale per la squadra: per vincere bisogna correre più degli altri e metterci tanto ma tanto cuore, oltre ad una dose massiccia di attributi, proprio perché tutti ripartono da zero e i pronostici lasciano il tempo che trovano. Pescara e Avellino gli esempi da seguire, due squadre capaci di imporsi in trasferta sul campo rispettivamente di Perugia e Spezia, a detta di molti (me compreso) le squadre arrivate meglio ai play-off e favorite sulle altre per conquistare il terzo pass utile per la serie A. Ma come dicevo qualche riga più in su, gli spareggi – per usare un termine di antico sapore rispetto al moderno “play-off”- sono un qualcosa di indipendente rispetto alla stagione regolare, dove davvero tutto può succedere. Bastava un pari a Perugia e Spezia, davanti al proprio pubblico, per accedere in semifinale, ma venerdì e martedì le due compagini saranno sul divano o magari già in vacanza (beati loro!), con l’amaro in bocca per un epilogo troppo precoce.

Al Bologna dunque toccherà l’Avellino, che in 10 per più di 80 minuti tra tempi regolamentari e supplementari ha avuto la forza e la caparbietà di centrare un traguardo storico, spezzando le speranze dello Spezia al 5’ del primo tempo supplementare grazie alla freddezza di Comi, sempre più decisivo per le sorti biancoverdi in questo finale di stagione. Seppur con le scorie dell’inferiorità numerica, con qualche assenza importante (Arini, D’Angelo, forse bomber Castaldo), e con diversi elementi acciaccati o a rischio squalifica, gli irpini saranno un avversario da prendere sicuramente con le molle, per tantissimi motivi: oltre a quelli caratteriali, che rispecchiano molto il profilo di mister Rastelli, bisognerà tener d’occhio il fattore campo, ovvero quel “Partenio” che domani sera sarà una vera e propria bolgia infernale, e dove il Bologna quest’anno ha già perso grazie al gol estemporaneo di Demiro Pozzebon che ancora toglie il sonno a qualche tifoso rossoblù. Il ritorno invece verrà ricordato da tutti perché il Bologna innanzitutto ha avuto un rigore a favore, in secundis perché quello stesso rigore lo ha sbagliato Acquafresca esaltando i riflessi di Frattali, con il Bfc che alla fine si è dovuto accontentare di un 1-1 pur giocando un secondo tempo intero nella metà campo avversaria.

Era il 9 maggio, era la prima di Delio Rossi e di acqua sotto i ponti ne è già passata un bel po’. Inutile dire che quella di domani sarà una partita esageratamente più importante rispetto allo scontro di inizio mese, perché da lì passano sogni, speranze e ambizioni di una piazza intera che adesso ha le risorse per comprare i vestiti più belli ed eleganti, e vorrebbe sfoggiarli nei prestigiosi salotti della Serie A. Per farlo bisogna però prima arrivare in finale, superando l’ostacolo Avellino nel doppio confronto di domani e martedì prossimo. E si sa, chi ben comincia…

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