“Ci mangeremo tutti”

“Ci mangeremo tutti”

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Partiamo a razzo con un quizzone degno del miglior Gerry Scotti, chi ha espresso il profondo aforisma nonché titolo dell’editoriale odierno “Ci mangeremo tutti”? I candidati: A) Giampiero Galeazzi B) Gerry Scotti C) Ibson D) Marcel Buchel Bombardateci di risposte non infamanti, aspettiamo ansiosamente di sentire la vostra voce. Mi dispiace, ma sono costretto subito a smorzare l’entusiasmo derivante dal quizzone rivelando il protagonista della fatidica frase. La fame astratta partorita dall’attuale centrocampista Marcel Buchel, per certi versi inaspettata, è forse passata troppo sottotraccia. Non una semplice esternazione, un chiaro segnale di guerra sportiva nei confronti delle altre contendenti, il ruggito dell’intero spogliatoio. Proprio l’ex Lanciano, tornato finalmente sui livelli di gioco da lui mostrati nel girone d’andata, potrebbe rappresentare l’ago della bilancia dei rossoblù insieme alla costante crescita di Casarini. Finalmente, desidero sottolinearlo milioni di volte. Finalmente, perchè il Buchel ammirato fino a novembre per peso e presenza all’interno del match è un calciatore assolutamente illegale in cadetteria. In NBA, uno con le sue caratteristiche, verrebbe immediatamente definito come all around player, ossia un giocatore capace di abbinare tutte le fasi di gioco.

Prima di continuare però, inseriamo un momento la retromarcia, perchè come al solito sono i dettagli a fare la differenza e proprio in queste pieghe è possibile leggere la svolta, a livello psicologico, prodotta da Delio Rossi. Un allenatore esperto, capace di impattare mentalmente e correggere la situazione. Correggere, un termine utilizzato appositamente: qualche cambiamento, ma nessuna rivoluzione in casa rossoblù. A partire dal modulo e il ritorno al tanto amato 4-3-1-2, anche se ancora una volta il cambiamento è da intendere a livello caratteriale: l’obiettivo principale del tecnico riminese era quello di togliere pressione dalle spalle del gruppo, e riprendere il cammino senza strasischi o condizioni precarie pregresse dovute al fallimento dell’obiettivo iniziale. I playoff cambiano colore: dapprimi dipinti di paura e incertezza, una sorta di sciagura; vengono pennellati di verde speranza, una seconda possibilità per agganciare un treno già in corsa. Da qui, nasce l’idea e la volontà di rivitalizzare il miglior marcatore dell’ultima stagione e mezza in Serie B, quel Matteo Mancosu implacabile osservato a Trapani e perso a Bologna.

La delicata trasferta di Vercelli è dietro l’angolo, e merita una menzione speciale l’insidioso manto sintetico cui i rossoblù potrebbero non essere abituati. Un terreno bagnato abbondantemente nel pre partita è sinonimo di pericolo: la palla viaggia e anche velocemente, la compatezza tra i reparti sarà quindi una volta più del solito fondamentale per non farsi soprendere in velocità, specialmente servirà massima cattiveria e intensità su tutte le seconde palle per non concedere ulteriori vantaggi ai padroni di casa. Dieci, cento, mille applausi ai tifosi della Pro Vercelli che hanno mostrato massima solidarietà ai rossoblù per il divieto di trasferta inflitto per i “fatti” di Frosinone. Un grido “O tutti o nessuno”, il desiderio di tifare liberamente ed un invito non scritto per regalare al mondo del calcio una pagina di civiltà e rispetto. Penso che sarebbe un peccato mortale dimenticarsi che non scenderanno in campo solamente ventidue calciatori, ma anche quattordici scudetti equamente suddivisi, intrisi di gloria, sudore e passione. Un calcio sepolto, ma non dimenticato: altri uomini, altri tempi. Informazione di servizio: anche i tifosi crepano di fame, a buon intenditore poche parole.

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