Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna

Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna

in collaborazione con il blog Iveritifosidibologna.club

~~Vorrei cominciare questo editoriale con una frase di George Bernard Shaw, celeberrimo drammaturgo irlandese e Premio Nobel per la letteratura nel 1925: “Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano”. Personalmente non ho mai avuto dubbi sulla figura di Corvino e sul suo talento nel costruire una squadra competitiva per la massima serie. Un paio di settimane fa avevo ipotizzato che i colpi di mercato sarebbero arrivati in agosto, mese in cui le squadre si danno battaglia fino all’ultima ora per accasarsi questo o quel talento. Dopo la vicenda Duncan, sfumato per un soffio, molti avevano cominciato a dubitare circa le effettive doti di Pantaleo Corvino, dimenticando un paio di fattori. Innanzitutto, da tifoso rossoblu è facile considerare Bologna la piazza ideale per rilanciarsi, vedi tra gli altri Marco Di Vaio. Per un giocatore, che si presenta come neutrale, contano nella maggior parte dei casi gli aspetti economici. Io mi fido di questa società e di questa dirigenza, dunque se Corvino non ha voluto e non vuole chinarsi alle esigenze economiche di questo o quel giocatore, significa che non ne vale la pena. Secondo punto, non dimentichiamoci che pur avendo una società ricca, rimaniamo una neopromossa e non è pertanto così semplice convincere qualcuno a venire sotto le due Torri. Intanto il dirigente sportivo rossoblu ha strappato alla concorrenza un ottimo prospetto, molto duttile e utile alla causa. Si tratta di Erick Pulgar, classe 1994, che può ricoprire i ruoli di centrocampista – ipotesi più percorribile dell’altra, vista la carenza di giocatori in mezzo al campo – e di centrale difensivo. Lo aspettavamo un pochino tutti questo colpo, che porta tanto entusiasmo quante speranze nell’ambiente emiliano. Ma a tenere banco è soprattutto l’attacco, reparto in questo momento davvero non all’altezza della categoria. Il dilemma è sempre quello relativo a chi andrà via, con Bianchi vicinissimo al Bari e Acquafresca rigenerato dalle amichevoli estive. Destro sarebbe una certezza, giovane ma già con una buona esperienza in serie A, potrebbe seguire le orme di Di Vaio e Gilardino per rilanciarsi a Bologna. In ogni caso, lasciate lavorare Corvino: chi sa fare fa, chi non sa fare insegna. 

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