Chi ha tempo non aspetti tempo

Chi ha tempo non aspetti tempo

di Mario Giuliante

“Chi ha tempo non aspetti tempo”. La frase migliore per iniziare e trarre un bilancio del ritiro del Bologna suddiviso tra Sardegna, Trentino e Austria. La squadra di Donadoni torna da Kitzbuhel con alcuni segnali positivi o negativi che siano, in previsione del primo impegno stagionale (se così possiam definirlo) Venerdì 12 Agosto in casa, per l’impegno di Coppa Italia. La prima vera partita, importante sotto tanti aspetti, per vedere cosa ha acquisito e cosa manca al Bologna per completare gli ultimi innesti di stagione e farsi trovare pronti. Gli aspetti da evidenziare sono concentrati prevalentemente sull’attacco che, a causa dell’ancora scarsa condizione di Mattia Destro, dell’infortunio di un Floccari non già certamente al massimo della condizione durante le giornate trascorse a Castelrotto, ha forse bisogno di un innesto solido. Le linee da seguire sono tante: aspettare il ritorno di Destro, non aspettarlo affatto, affiancare qualcuno a Destro per quando tornerà in forma e nel frattempo prendere comunque qualcuno sul mercato. Tanti dubbi ed una sola certezza: il bomber del Bologna per ora corrisponde al nome di Robert Acquafresca. Senza fare troppi giri di parole, la presenza di una punta farebbe comodo ai rossoblu e si presume allo stesso Donadoni. L’idea Borriello poteva stuzzicare sia perché è un giocatore con chilometri alle spalle, capace di fare reparto da solo davanti (nell’attesa di Destro) e segnare , sia perché si sarebbe andato a puntare sul cosiddetto usato sicuro con rischio calcolato conoscendo il giocatore; purtroppo Borriello è volato verso la Sardegna con atterraggio a Cagliari. Raffreddatasi la pista Sadiq, al Bologna serve un attaccante. Se l’attacco è forse il reparto che merita maggiore attenzione durante questa ultima parentesi di mercato, segnali positivi arrivano dal centrocampo e soprattutto dalla difesa. Se in difesa è possibile contare su giocatori ritrovati come Oikonomou, su un Rossettini convincente (che difficilmente lascerà Bologna salvo eventuali richieste da valutare), sul capitano Gastaldello e sulla voglia e sulla grinta di Maietta, a centrocampo trovano conferme Pulgar, cresciuto tanto rispetto la stagione precedente, Donsah e Taider, nell’attesa che si ambientino anche i nuovi arrivati Krejci (già in palla) e Nagy. Un centrocampo che sicuramente troverebbe maggior potenza e solidità qualora vi fosse l’arrivo di Dzemaili o Valdfiori, giocatori di esperienza che arrichirebbero ed innalzerebbero il livello. Ovviamente per loro parlerà il mercato e bisognerà aspettare. L’ultima incognita rimane Diawara: resta? Verrà venduto? Verrà punito? Verrà reintegrato? Il caso Diawara, a prescindere dall’esito che avrà, difficilmente verrà messo nel dimenticatoio. Se da un parte si accusa la società di una cattiva gestione della situazione, dall’altra invece c’è chi ha voglia di capire seriamente le intenzioni del giocatore e vedere se possano sussistere ancora condizioni idonee affinché possa essere ceduto. Riuscire a vendere e monetizzare è forse la degna conclusione di una telenovela iniziata male.

A distanza di una settimana dal primo test ufficiale di stagione, con la voglia di fare bene e vincere in casa per accedere al turno successivo di Coppa Italia (non ripetendo la pessima figura dell’anno scorso fatta a Vicenza contro il Pavia), il Bologna di Donadoni necessita sotto alcuni aspetti ancora di qualche piccolo intervento sul mercato. La speranza è che Destro torni il prima possibile e il Bologna completi gli ultimi acquisti per la nuova stagione. Dopo la coppa c’è la prima di campionato in casa contro la neopromossa Crotone che sicuramente non vorrà sfigurare (e non sarà una partita da sottovalutare), pertanto partire bene è il dictat da seguire; per il resto attendiamo sviluppi e aspettiamo…ma chi ha tempo non aspetti tempo.

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