Chi ha incastrato Diego Perez?

Chi ha incastrato Diego Perez?

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Dove sono le telecamere? Meglio accertarsene prima, magari quei burloni del Bfc desiderano divertirsi con qualche candid camera ai nostri danni. Ah, come dite, nessuna candid? Male, male.

Premessa doverosa: in quel di Bari la situazione non è affatto rosea, anzi: i tifosi, e non solo, percepiscono chiaramente il clima da ultima spiaggia. Ergo, il clima da ultima spiaggia sarà torrido, dove la tensione in campo si potrebbe spezzare con un grissino; il fattore nervoso giocherà un ruolo da assoluto protagonista.

Giudizio personale: meglio non farsi ingannare, di partite facili, ma non già vinte, ancora ne devo vedere. Mi riferisco al Vicenza: la tripletta Varese, Brescia ed Entella non porterà automaticamente nove punti in classifica ai Lanerossi. Mai sottovalutare diversi fattori che raramente vengono presi in considerazione: dopo una lunga rincorsa, i biancorossi potrebbero pagare qualcosa a livello fisico. In ogni caso, per come sono abituato a vivere ed analizzare il calcio, considero l’aspetto psicologico basilare e prioritario per raggiungere l’obiettivo prefissato. Ad un passo dal traguardo, la tenuta mentale di una squadra non costruita per vincere potrebbe iniziare a traballare clamorosamente. Personalità, esperienza e carisma: elementi indispensabili per il salto di qualità.

La mia domanda nasce spontanea: chi ha incastrato Diego Perez? Ammesso e non concesso che il centrocampista uruguaiano non si sia incastrato con le sue stesse mani… Completamente uscito dai radar, desaparecido, una (non) presenza ingombrante. Un Bologna menomato, privo di Matuzalem, Zuculini e Laribi, con un Casarini non al meglio, avrebbe bisogno come il pane di ri-trovare El Ruso e qualche spezzone di gara importante di un vero combattente. Una soluzione per innalzare il basso, se non quasi osceno, livello di aggressività proposto durante le ultime settimane. Difficilmente, però, Diego potrebbe garantire un alto minutaggio: la latitanza “forzata” a cui l’ex Monaco si è dato dallo scorso anno lo ha ovviamente privato di quella brillantezza fisica obbligatoria per interpretare al meglio il proprio ruolo. Un’arma psicologica, più che altro, poichè perso Francelino per almeno due settimane e con Gastaldello lontano dalla migliore forma, i ragazzi in campo potrebbero necessitare della presenza di un leader silenzioso, uno che non ama dare aria alla bocca e preferisce agire tanto. Il contrario di ciò che è avvenuto a Bologna negli ultimi tempi: troppe belle parole spese, seguite però da pochi fatti.

Il problema, essenzialmente, si potrebbe riassumere senza grosse difficoltà: anche le giocate più semplici appaiono complicatissime. Normale, se perdi le giuste misure in campo. Impossibile giocare a calcio ed imporre il proprio ritmo se da Maietta a Mancosu trascorrono 60 metri. La fatica si raddoppia: sia in fase di possesso palla, dove difficilmente riesci a renderti pericoloso, risultado spesso prevedibile; sia in fase di non possesso, dove rimanere compatti e recuperare immediatamente palla appare come un’impresa titanica. Le qualità caratteriali di Perez potrebbero aiutare e velocizzare tale processo di ritrovata compattezza ed assicurare quella garra, quella carica necessaria per affrontare il finale di stagione. Certo, Diego ha sbagliato in alcuni casi, facendo determinate scelte, ma non approfittare della sua presenza potrebbe essere un errore imperdonabile.

Al momento, comunque, la faccenda non sembra chiarissima: Lopez, in conferenza stampa, ha sghignazzato e fatto sghignazzare, trasudando tranquillità e ottimismo. Fino a qui tutto bene, ma il comportamento del mister cozza inevitabilmente contro le vicissitudini di casa rossoblù. Qualcosa bolle in pentola: nel bene o nel male, ci si prepara ad una svolta.

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