Che bel Bologna, il bello deve ancora venire

Che bel Bologna, il bello deve ancora venire

Andare a San Siro e fare la partita per quasi trenta minuti: fatto. Andare a San Siro e giocarsela alla pari contro la squadra più in forma del campionato: fatto. Andare a San Siro, fermare l’Inter, mettere paura ai grandi campioni neroazzurri: fatto. Soffrire, rimanere compatti, stare uniti, dimostrare di essere squadra e di essere coesi: fatto. Che bel Bologna, quello visto a San Siro, che porta a casa il quarto punto in cinque giorni, contro formazioni di buonissimo livello. Tra mercoledì e domenica, abbiamo fermato la Sampdoria con una prestazione ai limiti della perfezione e fatto la partita a San Siro, giocando veramente da grande squadra. E con negli occhi gli assist di Krejci, il goal di Verdi, la corsa di Dzemaili e il muro alzato da Mimmo Maietta nell’area dei rossoblù, vorrei concentrarmi su due aspetti: in primis, il fatto che il Bologna abbia trovato una coesione di squadra incredibile, che gli sta permettendo di affrontare a viso aperto qualsiasi avversario, e poi vorrei spendere due parole su questa squadra tanto criticata a fine mercato perché “in rosa non ha nessuno che fa goal”, che però ha segnato in tutte le partite giocate in questo avvio di campionato.

Andiamo con ordine: Bologna coeso, Bologna unito. Già, perché i rossoblù sanno soffrire, e lo sanno fare tutti insieme. Non nascondiamoci, a parte la prima mezz’ora, domenica è stata una partita quasi esclusivamente difensiva, nel corso della quale siamo però riusciti a trovare alcuni spunti offensivi ripartendo in contropiede. Però, se andiamo a ragionare sulla sfida e sugli episodi, per quanto l’Inter sia rimasta per più di due terzi di partita nella nostra metà campo, e per quanto le statistiche dicano che i neroazzurri abbiano tenuto la palla per il 60% del match e abbiano tirato 22 volte verso la porta del Bologna, occasioni nitide non ce ne sono state, eccetto l’errore gravissimo di Ranocchia al novantacinquesimo che ci ha graziato. Ci siamo difesi, grazie all’aiuto di tutti, anche degli attaccanti: Destro ha sempre attaccato il portatore di palla difensivo, Verdi e Krejci hanno corso avanti e indietro, Dzemaili, Pulgar, Nagy e Taider si sono mossi di reparto, e questo è sicuramente un punto di forza importante per la squadra. Punto due: “Il Bologna non ha nessuno che faccia goal”. Questo si diceva in estate, questo pensava la gente, questo era lo psicodramma alla fine del mercato, quando a parte Sadiq (che non abbiamo ancora visto, ma che sono convinto possa dare tanto) non era arrivato nessun attaccante. Molti non avevano fiducia in Destro, convinti che il nostro 10 non sarebbe riuscito ad essere decisivo perché rientrava dall’infortunio, e si avevano troppi dubbi sulle sue condizioni. Non voglio tornare sull’argomento Destro, visto che 3 gol in 4 partite e mezzo giocate (mezza partita col Cagliari, tenuto a riposo a Napoli), dimostrano come Mattia sia in grande forma e sia imprescindibili nel nostro 11 titolare. Al di là di questo, è il sistema squadra che funziona: 3 gol per Destro e Verdi, 1 goal da Di Francesco e Taider e il Bologna che è il sesto attacco del campionato dopo 6 partite (meglio di noi solo Toro, Lazio, Roma, Napoli e Juve), mica male per chi viene dall’essere il peggior attacco della scorsa stagione.

Tutto questo per dire che è vero che non è arrivato un attaccante alla “Borriello” o alla “Paloschi”, prime punte di peso e di nome, ma non ne farei un dramma. In estate si è lavorato per costruire gli automatismi offensivi, e si è lavorato con l’idea di trovare più soluzioni in zona goal, non per forza sobbarcando il peso dell’attacco su un solo giocatore. Non male, come teoria. E per il momento l’idea paga eccome. Insomma, tra consapevolezza e organizzazione, il morale continua a crescere, il quarto posto è ben saldo (perché è vero che tutte le classifiche del pianeta ci fanno risultare ottavi per differenza reti, ma a me piace pensare che siamo quarti) e l’avvio è dei migliori. Siamo solo all’inizio, si può solo migliorare…

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