Brucia, ma Adam e Marios sapranno reagire

Brucia, ma Adam e Marios sapranno reagire

Brucia, dispiace e scoccia tantissimo. È arrivata nel peggiore dei modi, la beffa rossoblu, quando tutto sembrava riuscito, quando il miracolo sembrava fatto, quando il muro alzato da Da Costa sembrava indistruttibile. E invece no. Si torna a casa con la testa bassa, ma non perché si è giocata una brutta gara e si ha tanto da pensare. Si torna a casa con la testa bassa perché si è dispiaciuti, amareggiati ed increduli per quanto successo. “Ci avevamo sperato”, ha detto Di Vaio a fine partita, ed ha riassunto il pensiero di tutti. I tre punti all’Olimpico erano lì, sembravano cosa fatta dopo avere sofferto e condotto la partita per 85 minuti e 40 secondi. Però il calcio è così, e “basta” una disattenzione per togliere il sorriso a 36 denti che ci è rimasto stampato sul volto per quasi un ora e mezza. Ingiustizia? Ma si, possiamo anche discutere sul fatto che il rigore non ci fosse. È vero che il rigore è inesistente, è vero che Wallace si lascia cadere appena capisce che potrebbe arrivare un contatto, è vero che Mazzoleni (l’arbitro di porta) ha un abbaglio abbastanza evidente. Insomma, possiamo considerare tutte le attenuanti del caso e contestare il fatto che per errori arbitrali abbiamo comunque lasciato per strada almeno tre punti nelle ultime due partite. Però, però, però. Però non mi piace mai parlare (solo) di arbitri, perché molto spesso, il seppur evidente errore arbitrale, è accompagnato anche da disattenzioni dei giocatori. E ieri è successo esattamente questo.

Dispiace per Adam e Marios, perché al di là di tutto li considero due buonissimi giocatori, due ragazzi che amano il Bologna e che tengono davvero a questa maglia, ma purtroppo il loro errore è evidente, oggettivo, e non si può fare finta di nulla. So cosa si prova nel provocare un rigore al novantesimo, lo so per esperienza personale, per quel poco di calcio giocato che ho alle spalle nei campionati dilettantistici. In quella situazione vorresti sotterrarti, ti crolla il mondo addosso, ti rendi conto di avere commesso un errore imperdonabile ed avere vanificato il lavoro della squadra. Sai bene che arriveranno le critiche, sai bene che la gente ti considererà colpevole e che questo sbaglio ti avrà segnato, almeno per un po’ di tempo. Come si reagisce a questo? Col lavoro, con la concentrazione e con la forza di volontà nel dimenticare in fretta quanto successo. Entrambi (e dico entrambi, perché sia Masina che Oikonomou avrebbero potuto e dovuto fare di più in quella situazione e non penso che uno dei due abbia più colpe dell’altro) dovranno rialzare la testa e dimenticare in fretta quanto successo. Dovranno rispondere sul campo, dopo avere capito il loro errore, dovranno avere la voglia e gli stimoli di dimostrare qualcosa in più, quando verranno richiamati in causa. Non sarà facile, questo è sicuro, ma la bravura e la forza di un giocatore, si vede anche in questo. Non dovranno essere lasciati soli, i due ragazzi, ed è proprio per questo motivo che una grande mano dovranno dargliela i compagni e lo staff: accusarli e basta sarebbe l’errore più grande, l’unica cosa da evitare. Bisognerà confrontarsi, bisognerà parlare, bisognerà anche scontrarsi se necessario. Ma tutto questo andrà fatto sempre col pensiero positivo di volersi aiutare per crescere come collettivo e come singoli. È inutile, la crescita passa anche da queste batoste e da queste delusioni. È il prezzo da pagare quando si ha una squadra giovane. Che però piace, entusiasma e ci rende orgogliosi quando scende in campo, per lo spirito che ci mette. Perché al di là di tutto, al di là dell’episodio che ha segnato la partita e l’amarezza per quello che è successo, di cose buone se ne sono viste anche domenica. È proprio da queste bisogna ripartire per preparare l’ennesima gara difficile della stagione, per preparare il derby contro il Sassuolo.

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