BOLOGNA, IL DALL’ARA E LA CITTÁ ETERNA

BOLOGNA, IL DALL’ARA E LA CITTÁ ETERNA

Finalmente si gioca. Praticamente chiusa la snervante telenovela Portanova e buttate alle spalle le infruttuose trasferte di Milano, il Bologna questa domenica riparte in campionato dall’insidiosa partita contro la Roma di Zeman.

Inevitabile non tornare con la mente e con il cuore alla gara di settembre dell’Olimpico, quando i rossoblù, sotto due a zero a fine primo tempo, vinsero poi la sfida grazie alle giocate di Gilardino e Diamanti, realizzando così il più bello dei sogni bolognesi di fine estate.

Pur non sapendo l’evoluzione che potrà avere la storia della prossima partita, non ci sono dubbi che la sua trama sarà comunque affascinante, come quelle già raccontate sotto la torre di Maratona dalle due squadre negli ultimi vent’anni.

Lo stadio Dall’Ara, infatti, dall’inizio degli anni novanta, è stato il terreno di dure battaglie tra Bologna e Roma, che sul suo perfetto manto erboso non hanno mai deluso le aspettative degli spettatori e degli esperti del settore, regalando, sempre, a tutti, emozioni, gol e tanti spunti di discussione.

Come non ricordare, ad esempio, la partita giocata tra le mura amiche contro i giallorossi nella primavera del 1991, persa incredibilmente dai rossoblù di Gigi Radice per un gol di scarto, dopo essere stati in vantaggio per due a zero grazie alle reti di Detari e Turkyilmaz. Oppure la gara disputata al Dall’Ara dalle due squadre nel novembre del 1996, quando il Bologna di Renzo Ulivieri e Ciccio Marocchi, sconfiggendo tre a due gli uomini di Bianchi, riconsegnò al compianto Presidente Sensi una Roma priva di personalità e gioco.

Indimenticabile fu, poi, il gol del pareggio realizzato sotto la curva San Luca nel 1998 da Beppe Signori, uno dei giocatori più amati da noi bolognesi e, al contempo, per i suoi trascorsi laziali, più odiati dai tifosi romanisti che, entrando praticamente con la palla dentro la porta difesa da Chimenti, fece esplodere di gioia tutto il pubblico rossoblù e sprofondare nella delusione i tanti supporter arrivati dalla Capitale.

Memorabile fu, del resto, anche la vittoria ottenuta in casa dal Bologna nella prima giornata del campionato 2002-2003, quando al gol di Batistuta, segnato su rigore, rispose il connazionale Cruz con una bellissima doppietta, ridimensionando, da solo, le ambizioni d’agosto degli uomini di Capello e convincendo finalmente tutti delle sue grandi doti offensive.

Decisamente peggio terminò, invece, per il Bologna il confronto del Dall’Ara del 23 novembre 2003. Quel giorno la formazione guidata da Carletto Mazzone fu, infatti, travolta dalla forza inarrestabile di Montella e compagni che, con un secco zero a quattro, impartirono alla squadra rossoblù una severa lezione di calcio.

Già nella stagione successiva, per contro, fu invece la Roma di Voeller a cadere per terra nel catino bolognese sotto i colpi di Cipriani e Meghni, che, indiavolati, mandarono all’aria i piani e gli schemi di gioco del tecnico tedesco, costringendolo a fine partita a rassegnare le proprie dimissioni.

Insomma, non c’e’ che dire, nel passato tante belle imprese sono state compiute al Dall’Ara dalle due squadre, così come tanti sono stati anche i rovinosi scivoloni. Ma come dice la parola stessa, il passato ormai è passato.

Domani lo stadio Dall’Ara sarà ancora una volta il rumoroso testimone di una nuova avvincente storia, scritta da diversi protagonisti e chissà con quale finale. Domani Bologna e Roma si affronteranno, come sempre, a viso aperto, entrambe consapevoli dei limiti e dei punti di forza che quest’anno le contraddistinguono. Impossibile francamente fare pronostici su questa storica ma sempre incerta sfida. Vada come vada, stiamone comunque sicuri, non mancherà lo spettacolo.

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