Black power Bologna, ma usiamo la calma con Mbaye…

Black power Bologna, ma usiamo la calma con Mbaye…

Si è già detto tutto ed il contrario di tutto sulla gara contro la Juventus, con i media nazionali che si sono spaccati commentando la Vecchia Signora: si è espresso il partito dei “la Juve aveva già la testa alla gara contro il Bayern e non pensava di trovare un avversario così pronto”, e quello de “il Bologna ha fatto la partita perfetta, ha impedito alla Juventus di giocare e si è dimostrato squadra organizzata ed allenata bene da Donadoni”. È chiaro che noi bolognesi siamo di parte e che leggiamo con dispiacere come alcuni siano più concentrati sui demeriti degli uomini di Allegri piuttosto che sui meriti di Gastaldello e compagni.

Ma così è, e così continuerà ad essere, e non è possibile pensare che le cose (almeno a breve) possano andare diversamente. Il Bologna, però, ha fatto veramente la partita perfetta, e a riprova di questo parlano i numeri: se la Juve non ha fatto un tiro nello specchio della porta (non le succedeva dal 2011), avrà sicuramente qualche demerito, ma qualcosa di buono lo avrà fatto anche chi stava dalla parte opposta della barricata. E allora onore a Mirante, Gastaldello e Maietta, che hanno dimostrato come l’esperienza conti ancora moltissimo nel calcio di oggi, onore a Masina e Taider, bravi in fase di copertura e di ripartenza, un bravo a Rizzo e complimenti anche a Giaccherini e Destro, che si sono mossi bene, hanno fatto una partita di grande sacrificio e sono stati propositivi le volte in cui il Bologna ha provato a farsi vedere in fase offensiva.

Ma grandi meriti vanno anche ai tre “Black” rossoblù: Donsah ha corso per novanta minuti e neutralizzato Pogba (Pogba eh, non proprio l’ultimo arrivato), Diawara sta confermando di essere un giocatore di una bravura disarmante ed ogni volta che scende in campo la sua valutazione cresce, e una gran prova l’ha fornita anche Mbaye. Sfido chiunque, un mese fa, a dire che il ragazzo sarebbe potuto diventare una valida alternativa a Rossettini nel ruolo di terzino destro, cosa che al momento rispecchia la realtà dei fatti. Bravo in fase di copertura, attento nelle diagonali, anche abbastanza propositivo offensivamente, sembra il fratello cresciuto di quell’Ibrahima Mbaye che era arrivato un anno fa a Bologna e per undici mesi aveva fatto vedere pochissimo. Si è allenato tanto in questi mesi, senza però dare garanzie quando veniva schierato; ma nel momento del bisogno vero (la gara contro la Fiorentina), si è fatto trovare pronto ed ha risposto presente, a dimostrazione che le qualità ci sono eccome, e la cosa che mancava era la fiducia in se stesso. Donadoni gli ha dato fiducia, lui l’ha percepita e nelle ultime tre sfide ha fatto vedere che il ragazzo visto con la maglia del Livorno alcune stagioni fa, c’è ancora e ha voglia di mettersi in mostra. Sembrava ad un passo dall’essere ceduto nel corso del mercato invernale, sembrava ormai segregato nei bassi fondi della panchina rossoblù, e in tanti si chiedevano cosa ancora facesse a Bologna. Sono bastate tre partite per far ricredere tutti, perchè adesso quando viene letta la formazione e comprare il numero 15, nessuno si rammarica più e nessuno critica Donadoni per la scelta, perchè il ragazzo si sta dimostrando affidabile. Calma, però, perchè bisogna stare attenti e non ingigantire troppo la cosa: Mbaye non è diventato un fenomeno tutto in una volta, però si è messo nelle condizioni di creare dei seri problemi di formazione a Donadoni che, quando rientrerà Rossettini e Zuniga starà meglio, sarà costretto a scegliere un’alternativa tra quattro uomini a sua disposizione. Bologna cresce, anche grazie ai suoi giovani e ai suoi “Black”. È questa, forse, è la notizia più bella, oltre ad una classifica che continua a farci sorridere.

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