Bigon ha le sue certezze: la continuità crocevia per crescere

Bigon ha le sue certezze: la continuità crocevia per crescere

Bigon durante la sua prima conferenza stampa ha offerto diversi spunti di lettura per quanto riguarda la sessione di mercato estiva. E parte da alcune certezze.

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Lo ammetto: le prime sensazioni sono state positive. Mi è piaciuto l’atteggiamento e il primo impatto ufficiale di Bigon come direttore sportivo rossoblù. Poche parole hanno delineato in maniera chiara il percorso netto da seguire e su cui continuare a marciare: pochi rinforzi, ma mirati e la consapevolezza che per crescere potrebbe bastare un pelo in più di costanza.

Due punti da analizzare, una visione univoca.

In estrema sintesi – ha affermato l’ex Napoli – 5-6 rinforzi ci possono stare, dentro questi numeri ci può essere il titolarissimo ma anche il giovane da lanciare. Sapete meglio di me che ancora nulla è partito, è una fase di individuazione di obiettivi”.

Pochi innesti dunque, ma il numero è fortemente influenzato da possibile partenze, anche insperate. Il succo non cambia: di 6 rinforzi solo alcuni saranno già affermati, la metà per esempio, mentre l’altra metà sarà da scoprire, coltivare, lanciare. Quindi aspettiamoci un mercato in cui i Valdifiori si alterneranno ai Petkovic, un mercato in cui potrebbe arrivare un Biabiany e contemporaneamente un esterno d’attacco come Ontivero.

Il lavoro iniziato da Corvino con buoni frutti “obbliga” Bigon a proseguire sulla falsa riga del suo predecessore: qualche certezza alternata a qualuno da valorizzare. In generale il target prefissato è under 25, assisteremo a poche operazioni di natura diversa, stile Bruno Alves-Cagliari. E attenzione comunque alle possibilità di arrivare a qualcuno di importante, che alzi veramente il livello generale della rosa. Il budget non è spaziale ma nemmeno così risicato, e comunque con la forza delle idee e una buona gestione scouting si può fare tutto, compreso allestire una rosa ancora migliore rispetto all’ultima. Proprio riguardo all’ultimo punto il neo DS felsineo tocca un punto fondamentale che, a parer mio, non ha ricevuto la giusta attenzione:

Il Bologna è migliorabile, abbiamo un gruppo di calciatori giovani su cui si è investito tanto e che vorremmo valorizzare. E’ stata un’annata altalenante, questo può frenare la crescita. Abbiamo già all’interno la possibilità di migliorare se questi ragazzi continuano un percorso, partendo dal ritiro con un allenatore che già conoscono. Miglioriamo con quello che abbiamo e cerchiamo di inserire qualcosa dal mercato”.

Tanto della crescita auspicata passerà dalla continuità che i ragazzi riusciranno a mantenere già dal ritiro, anche e direi soprattutto a livello muscolare. Se la sfortuna dovesse abbandonare Donsah e Rizzo potremmo già considerare a buon punto la ricerca di qualcuno in grado di servire le punte e aiutare il flusso della manovra, due interni con qualche gol in canna e tanta corsa. Attenzione a quelle pedine da rivitalizzare: non sarei per niente stupito se uno tra Crisetig e Pulgar guadagnasse minuti veri, rappresentando non solo una soluzione, ma anche una certezza per il centrocampo. Non si dovrà affrontare un nuovo anno 0: nessuna rivoluzione e qualche certezza in più, a partire dall’allenatore. Ad inizio campionato non mancheranno 4-5 pedine per completare la rosa e i protagonisti dell’ultima stagione arriveranno sulla linea di partenza con tanta benzina nelle gambe da spendere. Il mercato estivo 2016 è un libro ancora tutto da scrivere, ma i rossoblù potranno contare su qualche punto interrogativo in meno.

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