Basta polemiche: se non vi sta bene, cambiate squadra!

Basta polemiche: se non vi sta bene, cambiate squadra!

In questi giorni torridi il diesse del Bologna Pantaleo Corvino sta lavorando alacremente per costruire una squadra competitiva e lo sta facendo nell’ombra, non per refrigerarsi dall’arsura estiva, ma per non offrire ulteriori vantaggi alle concorrenti, che devono concentrarsi solamente su qualche ritocco, potendo contare su rose quasi complete.

Che siamo in ritardo è un dato di fatto: l’attacco è totalmente da costruire, circolano tanti nomi, ma al momento regna un certo immobilismo (almeno apparente). Questo perché, quando il Bfc si avvicina a qualche trattativa, i prezzi lievitano: ormai gli addetti ai lavori hanno capito che a livello economico le nostre potenzialità sono notevoli.

D’altre parte la società si è data dei parametri precisi, che vuole rispettare e Corvino non ci sta a farsi prendere per la giacchetta. Come è avvenuto per il caso Quintero, vuole essere lui a dettare le regole e non accetta compromessi: i parametri sono quelli, non si cede di una virgola. Se Quintero è rimasto al Porto è perché qui si vogliono mettere le mani sui giocatori, si vuole investire sul futuro, per cui il prestito secco o il riscatto a cifre non adeguate, non vengono nemmeno presi in considerazione.

Esattamente il contrario di quanto avveniva ai tempi di Zanzi, quando i giovani arrivavano in prestito secco (e si lavorava per gli altri, vedi il caso Gabbiadini), mentre si stipulavano contratti pluriennali e faraonici con giocatori non meritevoli (Pazienza, Paponi, Acquafresca, ecc..). Ecco perché Corvino ad esempio non ha preso Pazzini, mentre non si è fatto scappare Brighi e Brienza, i cui contratti non peseranno sulle spalle del club negli anni a venire, come sarebbe accaduto nel caso dell’arrivo del “pazzo”.

Questo è il modo più corretto di fare il mercato, che piaccia o no. Gli errori del passato non si ripeteranno, si potranno sbagliare le valutazioni di questo o quell’altro giocatore, ma sicuramente non si ingolferanno i conti del club, come avveniva in tempi di guaraldiana memoria. Di questo statene certi, perché ora non siamo in presenza di sprovveduti, ma di professionisti navigati, che sanno quello che fanno. Lo stesso Corvino ha ammesso di preferire essere giudicato un incapace, piuttosto che sforare i parametri del club: questa, a mio avviso, è serietà.

Tra i tifosi, non tutti per fortuna, più passa il tempo, più viene a galla un certo pessimismo latente, anche dovuto alla fretta di vedere subito i frutti di un progetto, che più verosimilmente richiederà anni, prima di dare risultati. C’è tensione e si pretendono investimenti importanti ed immediati, dimenticando il recente passato.

Bene io credo che chi ragiona in questo modo, non si possa definire un vero tifoso del Bologna, ma piuttosto un simpatizzante, che fino a quando le cose andavano male e le prospettive erano ancora peggiori, è rimasto nell’ombra, poi con l’arrivo degli “americani”, si è svegliato, forse inizialmente ingolosito dalle potenzialità di Saputo ed ora non passa giorno senza criticare la società, .

Per il bene del club credo sia giusto contestualizzare certi commenti negativi, perché non dobbiamo basarci sulle opinioni di costoro, che probabilmente non sono nemmeno veri tifosi del Bologna, ma vogliono comunque dire la loro (ed ovviamente sono liberi di farlo), dobbiamo misurare il peso e l’importanza di certe opinioni e di certi commenti, che lasciano il tempo che trovano.

Chi ama veramente il Bologna ed ha compreso in pieno l’importanza dello sbarco di Saputo, aspetta la fine del mercato prima di giudicare e soprattutto non critica colui che ha appena salvato il club dal disastro. Fidatevi: coloro che oggi criticano la società, saranno pronti a salire sul carro dei vincitori al primo risultato utile.

Stiamo calmi, non c’è nessun pericolo, chi può vada in vacanza e cerchi di rilassarsi ed alla fine tutto sarà al suo posto e Bologna avrà la sua squadrina giovane, pronta a confrontarsi con il calcio italiano e la Serie A. Personalmente non ho dubbi ed anzi credo che sia giusto non buttare via soldi, perché il progetto è appena partito e si deve procedere a piccoli passi.

Ora non sto dicendo che ci salveremo a mani basse, anzi credo che ci sarà da soffrire, ma questo è il calcio e non esiste un modo alternativo per far partire un progetto decennale. Bisogna saper aspettare fiduciosi, anche perché non ci sono alternative. Cosa vogliamo fare? Abbiamo atteso il magnate per trent’anni ed ora che è arrivato vogliamo già cambiarlo? Vogliamo aspettare altri trent’anni?

Vi siete accorti che sui giornali non si leggono più notizie relative a fideiussioni o fallimenti pilotati? Ve ne siete resi conto? Beh per me questo è già un grande risultato.

Per ottenere risultati bisognerà avere pazienza e soffrire, come è sempre stato per chi ha il cuore rossoblu e se non vi sta bene, potete sempre cambiare squadra.

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