Attaccanti che non segnano: arriva la cura di Lopez?

Attaccanti che non segnano: arriva la cura di Lopez?

~~Com’era prevedibile il mercato di gennaio (abilmente orchestrato da Corvino) ha sparigliato le carte e secondo alcuni “rotto il giochino” che il mister aveva assemblato con tanta cura, durante la prima fase della stagione. Ora ci ritroviamo con una rosa decisamente più forte, ma con prestazioni che nulla hanno a che vedere con quelle ammirate fino a qualche settimana fa. Alcuni puntano il dito verso la nuova società, rea di aver messo mano ad un meccanismo ben oliato. Altri se la prendono con Lopez, accusato di non essere riuscito ad inserire al meglio i nuovi arrivati.

Ma questi non sono atteggiamenti che fanno bene al club, dobbiamo dare fiducia al lavoro dello staff tecnico e dare loro il tempo di “resettare il sistema” per ripartire più forti di prima.

La rosa è stata migliorata ed ora l’allenatore ha il dovere di far correre questa macchina, a cui sono stati aggiunti molti cavalli. Purtroppo non esiste l’automatismo “spendo tanto e vinco subito”, magari fosse così semplice. Tutto va conquistato con fatica sul campo.

Siamo poi così sicuri che la creatura originaria di Lopez avrebbe retto senza disgregarsi, fino alla fine della stagione? Ricordiamoci che era nata in estate sulla scrivania di Fusco, ministro senza portafoglio di un Bologna che navigava in acque decisamente più agitate. E nonostante questo, Lopez era riuscito a trovare la quadratura del cerchio, dotando la squadra di un sistema di gioco redditizio, lo stesso che con i nuovi interpreti sembra non funzionare fino in fondo. Ma la sua creatura era fragile ed in alcuni settori la coperta cominciava a dimostrarsi corta. Ecco perché Corvino è intervenuto, puntellando i reparti.

Lo stesso Lopez è ben conscio del fatto che non c’è molto tempo e forse è giunto il momento di sperimentare un nuovo modulo. Probabilmente nella testa del mister uruguaiano è balenata quest’idea, con lo scopo di migliorare la fase offensiva. Alzare il baricentro per avvicinarsi alla porta avversaria: Lopez vorrebbe riuscire a trasformare il Bologna in una macchina da goal a trazione anteriore e se dovesse perseverare questa sterilità offensiva, sarebbe giusto provare nuove soluzioni e se necessario ridisegnare l’intero sistema di gioco. Non dimentichiamo che con il 4-3-1-2, anche prima del mercato invernale, l’attacco del Bologna non ha mai brillato e le occasioni sui piedi di Cacia non sono mai state così numerose.

Se la squadra non trova un sistema di gioco, le maggiori responsabilità vanno attribuite al mister, come è normale che sia. Ma dobbiamo anche dargli tempo, non possiamo pretendere risultati immediati. Dobbiamo dargli tempo e fiducia e sperare che, come in passato, Lopez dimostri di saper correggere le imperfezioni di un ingranaggio che dovrà funzionare al top in primavera, ma che nel frattempo non può permettersi di perdere terreno. Quello che lo staff tecnico deve cercare è un sistema di gioco che porti gli attaccanti a segnare di più, perché laddove non c’è organizzazione, i giocatori in campo, seppur dotati tecnicamente, non sanno cosa fare e sbagliano scelte e tempi delle giocate.

Per quello che ha fatto vedere sin qui, Lopez merita tutta la nostra fiducia e metterlo in discussione ora sarebbe un grave errore. Ora deve parlare il campo e l’ambiente circostante deve rimanere sereno, perché le basi per fare bene ci sono tutte e non c’è motivo per criticare in questa fase di “work in progress”.

Oggi a Cittadella il Bologna dovrà confermare le buone cose fatte finora lontano dalle mura amiche, almeno a livello di risultati. Tre punti sarebbero fondamentali per ridare slancio ad un ambiente che comincia a rendersi conto che la Serie A non è scontata.

La rincorsa alla Serie A è partita: nessuno ci regalerà niente e siccome siamo il Bologna, gli avversari avranno più fiato ed i tifosi opposti più voce.

Dovremo lottare e ce la faremo solamente tutti insieme, squadra, allenatore, società e tifosi perché il Bologna non merita di stare in Purgatorio e di giocare in stadi come quelli di Chiavari, Crotone o Cittadella (senza nulla togliere alla provincia), ma solo il campo potrà riportarci in Paradiso.

E’ li la nostra battaglia, quella che dobbiamo vincere, sul campo.

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