4-3-3, un modulo intrigante per un Bologna tutto nuovo

4-3-3, un modulo intrigante per un Bologna tutto nuovo

Per una volta la pausa per le gare delle Nazionali, che non ho mai amato, cade a fagiolo. Il mercato infatti ha consegnato a Delio Rossi una squadra totalmente rivoluzionata, specialmente dalla cintola in su, rispetto a quella che aveva guidato alla conquista della promozione in Serie A solo pochi mesi fa. Fra centrocampo e attacco sono rimasti solo quattro giocatori di cui due, Zuculini e Cacia, per motivi diversi – infortunio il primo, scelta tecnica il secondo – non fanno parte del gruppo guidato da Rossi. Serve tempo e pazienza per far si che questo gruppo diventi una squadra, metabolizzi le tecniche e gli schemi del mister e si cementi fino a diventare unito e coeso. Dalla Lazio al Sassuolo, al di là del risultato negativo che accomuna le due gare, si sono visti passi avanti importanti sul piano del gioco e con due settimane in cui si potrà lavorare senza l’assillo della gara nel weekend la situazione potrà migliorare ulteriormente. In queste due settimane Rossi potrà finalmente lavorare su quel 4-3-3 che da tempo è una sua idea fissa, ma che finora non ha potuto mettere in pratica per l’assenza di giocatori adatti sopratutto sulle corsie laterali. Il mercato ha colmato le lacune portando non solo gli esterni adatti, ma anche centrocampisti di gamba e con doti d’inserimento necessari affinché non si creino squilibri fra i reparti.

Devo ammettere che il 4-3-3 è un modulo che mi piace molto e che lo scorso anno quando radio mercato dava per prossimo l’ingaggio di Zdenek Zeman, profeta moderno di questo tipo di gioco, ero alquanto eccitato. Il boemo poi sfumò come tutti sappiamo, ma alla fine, per uno strano caso del destino, è arrivato sotto le nostre torri uno dei suoi allievi più famosi. Dopo la pausa spero di intravedere i primi frutti del lavoro della dirigenza e del lavoro di Rossi ovvero un Bologna finalmente giovane e spregiudicato che provi finalmente a impostare la gara su ogni campo, aggredisca gli avversari e sopratutto ci faccia divertire. Le basi, buone a mio giudizio, sono state gettate e ora bisogna dare fiducia e tempo al mister e alla squadra per esprimersi al meglio delle loro possibilità e formare un gruppo coeso che possa rappresentare il nucleo della squadra da cui partire per un futuro radioso e in netta controtendenza rispetto al passato.

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