Verso lo scudetto: 4 marzo 1964, scoppia il caso doping

Verso lo scudetto: 4 marzo 1964, scoppia il caso doping

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Ottava puntata della rubrica “Verso lo scudetto”, una rassegna delle partite che portarono allo scudetto giornata dopo giornata, rivivendo un racconto della partita che fu. Puntata speciale sul caso doping.

Domenica il Bologna batte il Milan 2-1 vincendo e convincendo. Nell’aria si respira aria di scudetto e la città è in visibilio. Ma appena 3 giorni dopo il prestigioso successo sul Milan, ecco la doccia fredda. La Federcalcio dirama, il 4 marzo 1964, un comunicato dove si indicano cinque giocatori del Bolo­gna risultati positivi alle analisi antidoping effettuate il 2 febbraio dopo la gara col Torino, vinta dai rossoblù per 4-1. Gli accusati del misfatto sono Fogli, Pascutti, Perani, Pavinato e Tumburus. Quel match col Torino, era stata l’ultima delle dieci vittorie di fila. Gli uomini di Bernardini avevano comincia­to la striscia di successi il 24 no­vembre ed aveva­no proseguito battendo Bari, Catania, Mantova, Ju­ventus, Messina, Lazio, Roma, Genoa e Torino. 

Si può immaginare l’effetto che fece quel comunicato su una città che già pregustava un trionfo atteso da 23 anni. Ma la parola giusta per descrivere l’umore della città in quei momenti è rabbia. Dalla città emergono manifesti che gri­dano al complotto, nelle strade si riversano cortei di prote­sta, i giornali cittadini, e quelli romani, scatena­no una guerra contro i pote­ri forti che tirerebbero a favorire i club milanesi. Il Torino, battuto in quella partita incriminata, si pronuncia a favore dei rossoblù credendo nella “buona fede del club”, ma soprattutto nel fatto di “non aver riscontrato nulla di anomalo nei giocatori del Bologna prima della partita”, stando alle dichiarazioni rilasciate del medico sociale e dal segretario del club granata. E intanto il povero presidente Dall’Ara, che ha un cuore malandato e ogni piccola emozione potrebbe essergli fatale, passa le ore a consultarsi coi suoi legali e chiede le controanalisi, che consiste nell’analisi del secondo flacone, che ha proprio la funzione di verifica nel caso di malfatto. Intanto, il 7 marzo, tre avvocati bolognesi Cagli, Gabellini e Magri si rivolgono alla giustizia or­dinaria. Ventiquattro ore dopo il procuratore di Bologna Bonfiglio ordina il sequestro dei cam­pioni incriminati, che così non saranno più a disposizione della giustizia sportiva per le controa­nalisi. L’incarico è affidato al maresciallo dei carabinieri Carpinacci, che però non può prelevare il campione depositato a Coverciano, perché non può essere asportato, dicono i medici: il rischio è che il contenuto possa ‘rovinarsi, durante il trasporto, rendendo impossibile ulteriori analisi. Resta l’altro cam­pione, quello conservato al Cen­tro di medicina legale delle Ca­scine: e in questo, effettivamente, vie­ne riscontrata la presenza di amfetamine.

Però, c’è un però. Le provette non sono sigillate e vengano conservate in un frigori­fero privo di serratura e conte­nente oltre ai flaconi incriminati, alcuni tubetti di amfetamina. Ri­sultato: il riscontro è considerato inattendibile, dal momento che chiunque avrebbe potuto manomettere i campioni. Non solo: la quantità dello stimolante riscontrata è tale da stroncare un uomo di normale costituzione. Insom­ma, bisogna rifarsi alle provette di Coverciano. Sorpresa: i cara­binieri stavolta trovano i flaconi perfettamente sigillati, in un fri­gorifero con doppia serratura, ma non vi è alcuna traccia di amfetami­na. Intanto però il Bologna, che ha debitamente preso le distanze dall’azione legale dei tre avvoca­ti deve sottomettersi al ver­detto della Commissione giudicante.

Il verdetto del 27 marzo è una mannaia: Bernardini viene squalificato per un anno e mezzo e alla squadra vengono tolti tre punti in classifica: i due ottenuti contro il To­rino, più un punto di penalizza­zione. E i giocatori? Assolti, perché la somministrazione dei farmaci sarebbe avvenuta a loro insaputa. Il campionato prosegue, ma è chiaro che senza quei tre punti il Bologna non può tenere testa all’Inter nello sprint per lo scudet­to.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy