Tacopina: “Io e Saputo diversi, ma siamo un grande team”

Tacopina: “Io e Saputo diversi, ma siamo un grande team”

Soddisfatto, enormemente soddisfatto, il presidente del Bologna Joe Tacopina. Al numero uno rossoblù piace proprio viversi e godersi questa città e anche ieri lo si è potuto incontrare in piazza o ad una caserma dei Vigili del Fuoco, perché il suo mestiere è anche quello di stringere mani e tessere rapporti, un po’ come dimostra la sequenza di telefonate ricevute dopo il grande risultato di martedì: “Prodi, Casini, Winkelmann, Sodano, Vecchi, De Rossi, Baldini, Thohir, Cremonini – Tacopina ha snocciolato l’elenco dei nomi al Corriere di Bologna – e mi dimentico sicuramente qualcuno, è stato un piacere sentire così tanto affetto”. Ora è Serie A, con il compito di restarci e di salire, gradualmente, di livello: “Il nostro compito non è mai stato solo raggiungere la Serie A ma restarci a lungo – continua Tacopina – vogliamo costruire qualcosa di grande e non ho mai fatto progetti al ribasso. Speriamo un giorno di poter arrivare anche in Europa, abbiamo realizzato un sogno e non ci vogliamo fermare”. Si passa poi ai rapporti con Saputo, a dire il vero abbastanza freddi: “Siamo due persone diverse e che hanno due approcci differenti. A me piace stare in mezzo alla gente e vivere la città perché credo che il ruolo di presidente imponga questo dovere. Quando sono arrivato qui ho pensato che prima di tutto era necessario riunire la città e riavvicinare la gente al Bologna. Il ruolo mio da quello di Saputo è diverso, ma il Bologna ha un board fortissimo e una società di livello internazionale. Nessuno vince da solo”. Nelle ultime settimane si è parlato anche di un Tacopina in procinto di uscire di scena, il presidente smentisce categoricamente: “Sono venuto qui per rimanere e non per andarmene una volta tornati in A, Bologna è la mia città e la mia opportunità di costruire qualcosa di grande. Vedere quella piazza gremita è stata una esperienza unica. Non riesco ad immaginare nulla di meglio di quella gente e di quella festa. Se qualcuno pensa che io possa lasciare Bologna evidentemente non mi conosce bene”.

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