Rossi: “Resto, ma non ho dormito per tre notti”

Rossi: “Resto, ma non ho dormito per tre notti”

E’ il momento della festa e del relax per Delio Rossi che ha dovuto convivere con la pressione di portare in A un Bologna con poche energie e, soprattutto, con pochissimo tempo a disposizione. Il mister gode di un rinnovo automatico per la promozione ottenuta, rimarrà a Bologna per vivere questa nuova avventura in Serie A: “Resto, mi alletta questa piazza – ha raccontato Rossi al Corriere di Bologna – le prospettive sono ottime e la città vivrà con entusiasmo questa nuova avventura”. Dopo la dura rincorsa alla Serie A, anche per Rossi è arrivato il momento di tirare il fiato: “Non ho dormito per tre notti e non ho mai avuto modo di visitare la città, sono solo stato a San Luca con i miei collaboratori, ma in macchina perché ho problemi ad una gamba”. Una delle qualità del mister è aver sempre tenuto un profilo basso, non essere venuto qui con l’idea del “adesso ci penso io” ma semplicemente mettendosi al servizio dei calciatori senza stravolgere nulla: “Mi hanno chiamato per questo – ha ammesso Rossi – dovevo fare presto e bene e non è stato facile. La mia dote è l’onestà intellettuale, non raccontare bugie ai calciatori. Valutavo lo stato fisico e psicologico e non ho mai deciso in base alle simpatie”. E’ stata dura soprattutto martedì, con una squadra a mezzo servizio e con il rischio Mbaye in campo: “Non ho mai avuto paura di non farcela, ovviamente qualche intoppo c’è stato, in particolar modo nell’ultima partita con tanti giocatori che sono scesi in campo con delle infiltrazioni. Ho dovuto fare scelte rischiose come tenere Mbaye in campo per non utilizzare tutte le sostituzioni viste anche le condizioni fisiche di alcuni elementi”. Da Pescara dicono che l’avrebbero meritata loro la Serie A, Rossi la vede diversamente: “Hanno giocato bene, su questo non c’è dubbio, ma noi la Serie A ce la siamo guadagnata e non solo martedì. E’ stata il coronamento di tanti sacrifici”. Rossi è arrivato in corsa, ma sa bene cosa significhi essere esonerato ed è per questo che un pensiero a Diego Lopez è doveroso: “So cosa vuol dire non avere la possibilità di terminare un lavoro, questa promozione avrà reso contento anche Lopez”. Si chiude con i sentimenti, importanti nella vita di tutti i giorni: “I miei figli hanno visto le partite dal vivo, la più piccola, Giulia, era anche ad Avellino, a fine partita tremava tutta. Il mio pensiero poi va a mia madre che è scomparsa quest’anno. Abitava a Rimini e mi diceva sempre ‘vieni ad allenare il Bologna che è qui vicino’. Ci sono arrivato, ma troppo tardi”.

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