L’ ad Fenucci racconta: “Stadio, obiettivi, progetti. Il mondo rossoblù a 360° “

L’ ad Fenucci racconta: “Stadio, obiettivi, progetti. Il mondo rossoblù a 360° “

Presente e futuro, sogni e obiettivi, Italia e America, stadio, squadra e dirigenza. 

Ha parlato di tutto ciò Claudio Fenucci, l’amministratore delegato rossoblù, nel corso di una lunga intervista rilasciata alla redazione sportiva del Carlino. 

Strategia, ambizione e pragmatismo, tutto quello che serve al Bologna per fare il grande salto verso la A, salto che può essere possibile solo attraverso un lavoro di squadra, dalla società fino ai calciatori, costruendo un ambiente sempre più serio e all’avanguardia e procedendo un passo alla volta. 

Un manager, uno stratega ma anche, come lui stesso si definisce “un malato di calcio che ha preferito il mondo del pallone alla carriera bancaria”, parla e racconta a 360 gradi il mondo rossoblù.

Prima di tutto c’è da pensare a questo finale di stagione, ammette Fenucci, la priorità assoluta è quella di conquistare la massima serie: “Procediamo con un obiettivo alla volta: il primo è quello di andare in serie A. Ci aspettano 8 tappe, il clima nella squadra è positivo, vogliamo riscattare subito la pesante sconfitta di Carpi. Abbiamo un allenatore capace,professionale, lavora con intensità e sta preparando la squadra al meglio.” Fenucci se ne intende di promozioni, quando era a Lecce ha trascorso in serie B cinque stagioni riuscendo a raggiungere la massima serie 4 volte. Conosce benissimo le difficoltà della serie cadetta e sa quelle che sono le armi da possedere: “Ci sarà da lottare fino all’ultimo minuto dell’ultima gara. Durante la mia esperienza non c’è stata una sola volta in cui io sia riuscito a festeggiare prima dell’ultima o della penultima partita. Il finale di stagione è durissimo, le partite si vincono attingendo a energie nascoste, servono condizione fisica esperienza e nervi saldi, noi pensiamo di possedere queste qualità.”

Non vuole sentire parlare del prossimo anno. Da vero manager, concreto e con i piedi ben saldi a terra, Fenucci tiene a ribadire il suo concetto: “Il prossimo anno per me adesso non esiste: prima bisogna conquistare la A.” Ma, sempre da vero manager, sa anche che la promozione in A porterebbe con se, oltre alla gloria e al prestigio, anche notevoli benefici economici: “Tra A e B ballano più di 30 milioni, in termini di ricavi. Ma la vera differenza è che in B la proprietà deve coprire le perdite mentre in A finanzierebbe gli investimenti” .

Il progetto Bologna comunque non si fermerà, Tacopina e Saputo hanno ridato un futuro al team rossoblù e non sarà la mancata promozione ad interrompere il sogno:  “E’ chiaro che con la A alcune nostre strategie sarebbero facilitate – spiega Fenucci – ma è chiaro anche come nuovo stadio, Academy del settore giovanile e potenziamento del centro tecnico sono progetti indipendenti dalla categoria.”

Nuovo stadio quindi. O meglio, rimodernare il Dall’Ara. Il Bologna, come racconta il suo amministratore delegato, è destinato a crescere e le basi per la scalata verso i piani più alti del calcio passano anche attraverso uno stadio più moderno, confortevole e accogliente. ” L’obiettivo è la ristrutturazione del Dall’Ara. Non sarà facile ma è sicuramente l’idea più facilmente realizzabile, anche perché ci pone in buoni rapporti con l’Amministrazione pubblica.” 

Lo stadio di Bologna si trova in una posizione ottimale,è in centro e facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, il progetto della società prevede come prima cosa la copertura totale: “Dispiace vedere gli spettatori costretti a stare sotto l’acqua. Per quanto riguarda la pista d’atletica non è prioritario eliminarla, il Dall’Ara ospita infatti anche altre società sportive, l’importante è avvicinare i tifosi al campo. Comunque ci affideremo a degli esperti (la società Larry Smith e l’architetto Zavanella, che ha progettato lo Juventus Stadium, ndr).” 

Fenucci può contare sulla presenza e sul costante appoggio di persone come Joey Saputo, Joe Tacopina: “Saputo e Tacopina non sono solo coloro che a suon di bonifici hanno salvato il Bologna. Sono persone che, seppur vivendo così lontani, riescono far sentir sempre la loro presenza. La cosa che mi colpisce di più di Joey Saputo è la sua umanità. Guarda tutte le partite su streaming, quando può viene in Italia. Non si è mai posto il problema del ritorno economico, ha fatto tutto questo grazie alla sua passione. Il presidente Tacopina è una persona entusiasta, sa stare in mezzo alla gente e genera carica positiva.” 

Insieme ai due americani che hanno avuto il merito di ridare futuro e speranze al Bologna ci sono le figure di Pantaleo Corvino e Marco Di Vaio, Fenucci li descrive così: “Pantaleo è onnipresente, in senso positivo, ha una capacità di controllo della situazione spaventosa. Marco ha un ruolo importante, sta studiando da dirigente e può diventare un leader di questa squadra”. Capitali, idee concrete, concentrazione sul presente e progetti per il futuro. Quello raccontato da Fenucci è un mondo rossoblù che guarda avanti con entusiasmo, con testa e gambe. Testa per progettare e gambe per realizzare.

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