Gazzoni: “Difficile lavorare con più teste senza scontrarsi”

Gazzoni: “Difficile lavorare con più teste senza scontrarsi”

Giuseppe Gazzoni Frascara, attuale presidente onorario ed ex presidente della squadra rossoblù dal 1993 al 2005, è intervenuto ai microfoni del Corriere del Bologna spaziando dai suoi colpi di mercato di fine anni 90 sino al restyling del Dall’Ara.

“Il mercato estivo era il momento più difficile dell’anno – ha detto Gazzoni – era un lottare continuo, attaccare e difendersi, gli agenti erano delle bestie. Bisognava stare attentissimi”.

Il miglior colpo dell’era Gazzoni è stato sicuramente Roby Baggio, acquistato nell’estate del 97 per soli 5 miliardi di lire: ”Andai a Milano con Oriali e discutemmo con Braida e Galliani. A Ulivieri l’idea non piaceva, Oriali la sopportò. Fu un bel colpo anche d’immagine. Senza Baggio poi non sarebbe arrivato Signori, che sbarcò qui seguendo le orme di Roby: per rilanciarsi”. Un giocatore che invece non ha soddisfatto pienamente Gazzoni è stato Tomas Locatelli, pagato 20 miliardi dall’Udinese: ”Non ha reso per quanto lo pagai” ha spiegato l’ex presidente.

Difficile valutare l’attuale mercato del Bologna: “Hanno cominciato tardi, ci sta, la promozione è stata centrata alla fine.  Ora dovranno lavorare al resto. E bene. Per la serie A servono giocatori di livello. Partono però già da un buon tecnico, che è tanto. Mi piace Delio Rossi”.

Parole di stima anche per Tacopina e Saputo: ”Ha del miracoloso che un imprenditore canadese abbia deciso di investire nel Bologna. Saputo mi sembra un uomo a posto, non gli trovo difetti. Tacopina è bravo, anche nel ruolo di uomo immagine che ha fatto contento il popolo rossoblù”. Tuttavia prosegue Gazzoni: ”Nel calcio comanda chi ha i soldi. E’ difficile lavorare con più teste senza scontrarsi. Ci sono responsabilità da prendere e denari da spendere. E perdere soldi non è mai piacevole, meglio farlo con la propria testa”.

Gazzoni, oltre agli ottimi risultati ottenuti in campo, durante la sua presidenza fu anche l’ultimo, nel 2004, a fare dei lavori al Dall’Ara: “A parte quei lavori, ce n’erano altri in agenda. Avevamo in progetto di costruire un nuovo stadio nella zona di Villa Pallavicini. Ma con la retrocessione saltò tutto. Il problema del Dall’Ara sono gli accessi. Bisognerebbe interrare via Andrea Costa, fare lavori di un certo impatto anche urbanistico, non è facile”. 

Infine un consiglio e un augurio al Bologna: ”Bisogna scegliere un buon allenatore e bravi giocatori. Avere soldi aiuta, come possedere un po’ di fortuna. Io posso solo augurare al Bologna tutte queste cose assieme e un buon lavoro”

 

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