Corvino: “Il settore giovanile sarà al centro del nostro progetto”

Corvino: “Il settore giovanile sarà al centro del nostro progetto”

Ieri Andrea Tedeschi ha intervistato Pantaleo Corvino per Nettuno Radio&Tv. Il bilancio del mercato tracciato dal direttore sportivo del Bologna è soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda le uscite: “L’obiettivo era mettere i tasselli giusti per migliorare un organico già buono, oltre a snellirlo per lavorare meglio. Con solamente quindici/venti giorni a disposizione è stato un bell’impegno, ma con dodici cessioni siamo riusciti a rendere il tutto più equilibrato”. Qualche giocatore ha preferito rimanere nonostante offerte non svantaggiose da altri club di pari categoria, e il chairman Joey Saputo ha proposto di rendere obbligatorio il trasferimento dei giocatori in presenza di pari trattamento economico e pari categoria: “La riflessione è da fare. Perché rifiutare un trasferimento, se il campionato è lo stesso e lo stipendio, magari diviso tra le due società, resta anche quello il medesimo? Mettendo una determinata regolamentazione è un’idea possibile”. Attualmente, tuttavia, Corvino non può che ribadire questo concetto: “Non sono deluso per le mancate cessioni, perché per vendere un giocatore ci vogliono tre volontà: nei nostri casi è quasi sempre mancata quella del giocatore”. I nuovi arrivi, intanto, non sono stati buttati nella mischia da Lopez, Sansone escluso: “Ma che io per questo sia arrabbiato lo dite voi: ogni tecnico ha le sue dinamiche di inserimento”. Durante gennaio il direttore sportivo nel Bologna ha lavorato pure per il futuro, anche se parlando di Marko Pjaca non si sbottona: “Noi siamo concentrati sul presente, che è la nostra priorità. Serve unità tra giocatori, staff tecnico, dirigenza, tifosi e stampa per raggiungere l’obiettivo della promozione”. Quando si parla di giovanissimi come Rizzo e Osei, e in più generale del settore giovanile, Corvino invece si lascia andare maggiormente: “E’ vero, ho vinto dodici titoli a livello giovanile, importanti soprattutto per le tante risorse tecniche che ne sono uscite. La nostra società crede molto nel settore giovanile, il quale dovrà essere al centro del nostro progetto, e diventare un punto di riferimento non solo in Italia: Bologna lo merita”. Non solo in Italia e non solo con ragazzi italiani: “Sì, viaggio molto: quello che non troveremo in zona lo andremo a prendere altrove”. Accanto lui, ogni volta che può, c’è Marco Di Vaio: “E’ capitato bene. Passare da una barricata all’altra non è facile, ma lui studia: l’ho visto molto preso a cercare di carpire i segreti, e mi sforzerò di aiutarlo il più possibile”.

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