Bologna, vinci la tua Champions

Bologna, vinci la tua Champions

di Marta Daveti

Siamo giunti alla resa dei conti, finalmente. Siamo giunti alla partita dell’anno, alla vera gara da dentro o fuori, al match che ti fa salire le palpitazioni a mille e non ti fa dormire. Se fino a sabato notte tutta l’Italia era concentrata sulla gara di Berlino, c’è stata però una città la cui mente non è volata in Germania, c’era una città che aveva tutt’altro a cui pensare: la finale di Champions per Bologna si gioca domani.

Poco importa se non si gioca all’Olympiastadion, se contro non si ha gente come Iniesta, Messi e Neymar, se non si hanno gli occhi del mondo puntati addosso, quando la tua squadra si trova a giocare una partita del genere, quella gara, per te, vale quanto la finale del torneo più prestigioso d’Europa. 

E’ stato un anno intenso, caratterizzato da mesi di euforia, da vittorie esaltanti ma pieno, purtroppo, anche di piccole delusioni, sconfitte brucianti e critiche. Il Bologna è stato, ed è tutt’ora, una barca in mezzo al mare, un mare insidioso che troppo spesso è entrato in tempesta, è una barca che ha visto altri riuscire a toccare terra prima di lei. Nonostante tutto, però, l’imbarcazione rossoblù è ancora in rotta, non ha perso le coordinate e si trova a pochissime miglia dal porto. Questo grazie ad un equipaggio coraggioso, temerario e instancabile.

Del personale di bordo fa parte, senza alcun dubbio, anche il tifo rossoblù.

Bologna non si è mai lasciata intimorire dalle forti correnti marine, dalle gigantesche onde che più di una volta hanno rischiato di travolgere la barca, i tifosi sono sempre stati pronti a rispondere “presente!” ad ogni richiamo del comandate. 

E oggi, più che mai, Bologna deve compiere l’ultimo, piacevolissimo, sforzo. La terra ferma è stata avvistata, ora non resta che attraccare. Ma da qui al porto c’è un ostacolo, c’è un’altra nave che, come quella rossoblù, vuole arrivare prima ed accaparrarsi l’ultimo posto disponibile rimasto alla banchina d’ormeggio. La lotta sarà serrata ma l’equpaggio è schierato. 

Il Dall’Ara, domani sera, sarà esaurito. Fino alla fine, tutti insieme come lo è stato durante l’intera traversata. La spinta dello stadio sarà totale, 30.000 persone con il cuore in gola, una città pronta ad esplodere. Adesso l’entusiamo va trasformato in rabbia, in determinazione e in fame, domani sera conterà solo il campo, conterà solo ciò che i giocatori riusciranno a fare sul terreno di gioco.

La paura di non riuscire nell’impresa è tanta ma la voglia di serie A è ancora più forte, il desiderio di tornare a vedere Piazza Maggiore gremita e in festa rappresenta un sogno, un sogno vicinissimo. 

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