Avanti insieme. Arriva l’Avellino, popolo rossoblù chiamato a raccolta

Avanti insieme. Arriva l’Avellino, popolo rossoblù chiamato a raccolta

di Marta Daveti

Sarà Avellino. Squadra tosta, caparbia, fisica, capace di vincere ai supplementari una partita in giocata per gran parte in dieci. Contro Lo Spezia gli irpini hanno messo in campo quello che deve essere lo spirito playoff, hanno dimostrato di voler vincere a tutti i costi e dato prova che, seppur avendo terminato il campionato con 8 punti meno dello Spezia, quello che adesso conta di più sono la grinta e la determinazione.  

Dopo l’espulsione di Arini e il pareggio di Brezovec, quando il gioco si è fatto ancora più duro, l’Avellino ha messo in moto la testa e le gambe e, grazie ad una conclusione di Comi, ha ottenuto il definitivo 1-2. 

C’è da prendere esempio. Forse è proprio nelle situazioni più disperate, quando davvero o vinci o sei fuori, quando sai di starti giocando l’ultima, ma proprio l’ultima, opportunità, che il vero carattere esce fuori, che le gambe iniziano a trovare energia propria non seguendo più la mente bloccata dalla paura. Si spera.

Il Bologna non ha vinto nessuno scontro diretto. Forse per la troppa paura di perdere, forse perché tanto era “ancora seconda”, sicuramente perché non si stava giocando l’ultima chance. Da venerdì bisogna tirare fuori prima di tutto il carattere.

I rossoblù le qualità le hanno, non è certo un caso che siano stati definiti da quasi tutti “la squadra con il potenziale tecnico più alto” e questo fa venire ancora più rabbia. Della serie “è intelligente ma non si applica”. Adesso siamo arrivati al giorno dell’esame e a nessuno interessa più che tu sia intelligente o no, adesso conta applicarsi. 

Ancora una volta il Bologna chiama Bologna. Un figlio o un amico, seppur indisciplinato e pigro, non va lasciato solo, soprattutto in giorni così importanti. Lasciarlo solo sarebbe quasi come mandare un esercito in guerra senza il suo comandante: meno spirito di appartenenza, meno motivazioni, più facilità nell’arrendersi. 

Perché i tifosi, allo stadio, diventano davvero il dodicesimo uomo in campo, diventano il capitano, la voce di una città che spinge alla vittoria la propria squadra. Si sono perse alcune battaglie, è vero, ma finché si è ancora a combattere la milizia non può sciogliersi. 

Intanto la vendita biglietti procede bene. Per la gara di ritorno, che si giocherà al Dall’Ara  martedì 2 giugno, sono stati venduti già cinque mila tagliandi

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy