Virtus, intervistato coach Valli: “In America per cercare due atleti veri”

Virtus, intervistato coach Valli: “In America per cercare due atleti veri”

La Summer League è alle porte e Valli sta preparando la valigia, direzione Orlando. Partirà da solo domenica e verrà raggiunto poi, venerdi 10, dai suoi assistenti Cavicchi e Fedrigo. Il compito principale dei tre è quello di individuare ala grande e guardia, l’obiettivo primario è quello di tornare in Italia con almeno un acquisto ufficiale.

“Stiamo aspettando la Summer League -spiega il coach- per trovare i due che ci mancano. Abbiamo già le nostre idee in testa e dei nomi precisi ma dobbiamo aspettare e vedere i giocatori all’opera. Vanno visti dal vivo. In America sarà importante perchè potrò parlare direttamente con chi ci interessa, parlarci sinceramente, spiegargli bene chi siamo, come lavoriamo. Non voglio sorprese, facilità l’inserimento”.

In attesa di volare in America, la Virtus non è stata con le mani in mano ed ha regalato a Valli il pivot americano che tanto cercava: Pittman. Il coach è soddisfatto ed è pronto a modificare il gioco così da valorizzare le caratteristiche del nuovo arrivato: “Abbiamo deciso di prenderlo ed ora ci affideremo a lui. Ora abbiamo un uomo affidabile in area e quindi cambieremo, dandogli palla. Pitmann è una bella aggiunta, stimolante, la sua presenza gioverà a tutti i reparti. Ci credo nel gioco del pivot”.

Non solo arrivi in casa Virtus, White ha deciso di lasciare Bologna. “Sente sirene Nba” ha spiegato Valli. 

Il coach bianconero ha parlato anche del campionato appena concluso: “Troppe partite in pochissimi giorni, nemmeno la Nba gioca così tanto. Alcune partite sono state noiose dal punto di vista tecnico e spesso decise in modo occasionale. Alla fine della stagione conta molto chi corre e salta di più”.

Per questo servono veri atleti, anche in casa Virtus. “Speriamo di individuarne due veri – dice Valli- come erano White e Hazell”.

Infine altre considerazioni sull’ultimo arrivato: “Pittman mi sembra molto avanti nella conoscenza del gioco.  Noi lavoreremo per lui e lui dovrà capire che il basket italiano è molto diverso da quello che è più abituato a giocare. Spero che lui riesca ad insegnare qualcosa a me”:

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