Un ritrovato Belinelli non basta, troppi Warriors per i Kings

Un ritrovato Belinelli non basta, troppi Warriors per i Kings

di Tommaso Rocca

Continua il momento difficile per i Sacramento Kings di Marco Belinelli sconfitti in un proibitivo back-to back da Houston prima e dai campioni in carica dei Golden State Warriors poi. Ora il record per la franchigia bianco-viola recita una vittoria e 6 sconfitte che vuol dire penultimo posto a Ovest e obiettivo playoff che inizia a prendere i contorni di un’utopia più che di una realtà. Nella lega più bella e difficile del mondo può anche capitarti che in due sere di fila ti trovi di fronte a due giocatori come James Harden e Stephen Curry, probabilmente le due migliori guardie dell’intero panorama NBA e leader indiscussi rispettivamente degli Houston Rockets e dei Golden State Warriors. Nella gara contro i texani Belinelli non va oltre i 5 punti con un 2/10 dal campo (e 0/5 da tre) che non aiutano certo Sacramento sconfitta alla fine per 116-110 con un James Harden che infila 43 punti e regala anche 13 assist ai compagni. Ma non c’è tempo per disperarsi in NBA e così la sera successiva alla Sleep Train Arena arrivano i Warriors detentori dell’anello e ancora imbattuti in stagione (unica squadra di tutta la lega).

Come spesso gli è accaduto nella sua carriera Marco Belinelli reduce da un periodo al tiro non proprio dei migliori si scuote la polvere di dosso e tira fuori una prestazione da campione con la quale consente ai Kings di essere testa a testa nel finale con la miglior squadra della lega. Per la guardia da San Giovanni in Persiceto alla fine saranno 22 punti (miglior prestazione stagionale personale e di squadra della partita) con 5/11 dal campo, 3 triple e 9/10 dalla lunetta dei liberi. Assieme all’esplosione del “Beli” da segnalare anche la super prova di Rajon Rondo, play “creativo” di Sacramento autore di una tripla doppia con 14 punti, 15 assist e 12 rimbalzi in una squadra ancora priva della propria stella DeMarcus Cousins, fermo ai box per un problema al tendine di achille. Golden State dal canto suo si affida agli “Splash Brothers” Curry e Thompson che combinano insieme per 42 punti e 6 triple che nel finale danno la spallata definitiva alla partita e consentono agli Warriors di portarsi a casa la contesa per 103-94 e mantenere l’imbattibilità stagionale inguaiando una Sacramento apparsa in buone condizioni ma ancora poco squadra per poter giocare i finali punto a punto. La situazione a Ovest è ora intricata e difficile per Belinelli e compagni ma è altresì vero che in una conference così difficile molte squadre vivono di continui alti e bassi e rientrare in corsa per le zone che contano non è ancora impossibile. Poco da sorridere anche per gli altri italiani in NBA con Gallinari che prova a trascinare ogni sera i suoi Nuggets con prestazioni da assoluto protagonista ma sembra predicare nel deserto e Denver viaggia ancora nei bassifondi della classifica con un record di 2 vinte e 4 perse (brutta la sconfitta rimediata in casa contro Utah) mentre per Andrea Bargnani ed i suoi Brooklyn Nets la situazione è critica viste le sette sconfitte in altrettante partite (compresa quella contro i disastrati Los Angeles Lakers) che relegano la squadra del “Mago” all’ultimo posto ad Est ed a una probabile stagione di transizione fatta di pochi momenti di gioia all’orizzonte.

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