Sprofondo Virtus: così male solo nel ’40 e nel ’76

Sprofondo Virtus: così male solo nel ’40 e nel ’76

Cinque sconfitte nelle prime sei uscite rappresentano la seconda peggior partenza nella storia delle V nere, meglio solo di quella nella stagione 1940-41. Dal Corriere di Bologna

La Virtus di quest’anno sta riscrivendo la sua storia, ma, purtroppo per i tifosi delle V nere, in negativo. Non si vedeva un inizio condito da così tante sconfitte dalla stagione 1940/41, quando ci pensò la guerra a decimare la squadra, e da quella 1975/76, cominciata come quella corrente ma conclusasi con la vittoria del tricolore. Quest’ultima era la Sinuidyne di Dan Peterson, trionfante all’esordio e rimasta all’asciutto per le successive cinque gare. Sull’orlo del baratro Bologna reagì, centrando nove successi di fila e lo scudetto.

Un precedente che può servire da lezione all’Obiettivo Lavoro, non tanto per il lieto fine del titolo, ma per il cambio di rotta che Caglieris e compagni riuscirono a imprimere ad una stagione nata male, proprio come quella di quest’anno. In quel caso, il gruppo si compattò e trovò dentro di sé la forza per rialzarsi, dimostrando come fosse prematuro dare per morta una squadra dopo appena sei partite. Reazione che è chiamata ad avere anche la Virtus di Valli: perso, quasi aritmeticamente, il primo obiettivo della qualificazione alle Final Eight, resta quello dell’accesso ai Playoff. Con una classifica così corta, risalire la china non sembra impossibile, a patto che ci sia una svolta netta.

I numeri non mentono: ultima per punti fatti (67,8 a gara), valutazione (64,2) e percentuale da due (41%) e da tre (23,2). Le assenze dei due leader dichiarati, Pittman, appena rientrato ma ancora non al 100%, e Ray, i cui tempi di recupero sono ancora incerti, hanno pesato non poco. Se a questo aggiungiamo le prestazioni insufficienti di Williams e l’eccessiva pressione su giovani come Fontecchio,Vitali e Gaddy, il quadro è ben chiaro. Gruppo che deve ritrovare serenità e fiducia, ma che deve farlo in fretta, magari con un innesto di qualità dal mercato.

Fondamentale per la Virtus sarà l’approccio alle prossime partite, troppo passivo nelle prime uscite, se si pensa che i bianconeri hanno sempre perso le prime frazioni di gioco con uno scarto medio di sette punti.

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