Sabatini al QS: “Anomalie anche prima del 2006, Montepaschi e Benetton avevano un peso maggiore”

Sabatini al QS: “Anomalie anche prima del 2006, Montepaschi e Benetton avevano un peso maggiore”

Le parole di Claudio Sabatini, ex patron della Virtus, al QS in merito alla possibilità della revoca dei titoli vinti dalla Mens Sana e non solo: le anomalie iniziarono già nel 2003.

 Claudio Sabatini possiede ancora quattro quote della Virtus, ma non ha più il peso specifico e neanche la possibilità di investire come un tempo. L’ex patron è però sempre legato ai colori bianconeri e l’inchiesta Time Out sul fallimento della Montepaschi non può che riguardarlo direttamente.

Si sta aprendo infatti un capitolo che potrebbe cambiare l’albo d’oro del basket italiano: in caso di accertata frode sportiva, Siena potrebbe perdere gli scudetti vinti dal 2006 in poi. La Virtus, finalista nel 2006-07, potrebbe così vedersi assegnare quel titolo, oltre che alle due coppe Italia perse contro il club toscano.

Quella del 2009 non riesco proprio a dimenticarla: Gigi Lamonica è reputato un ottimo arbitro, in effetti, di fischiate come quella su Boykins non ne ho più viste fare…Anche con quel titolo avremmo ottenuto la licenza triennale – le amare parole di Sabatini al QS -“.

Le anomalie, secondo l’ex patron, però non iniziarono nel 2006, ma già nel 2003, anno del fallimento della Virtus. “Il 31 agosto 2003 revocarono l’affiliazione del club. Fu una sorpresa – ricorda Sabatini -: scesi in campo dopo aver parlato direttamente col numero uno federale di allora, Fausto Maifredi, mi disse molto chiaramente che se Madrigali si fosse fatto da parte e se avessimo sistemato i 38 milioni di debiti che la società aveva non solo con tesserati, avremmo riottenuto l’affiliazione. Ci riuscimmo, ma il consiglio federale smentì il suo presidente. Solo dopo capii il motivo“.

Ovvero? “La Virtus aveva dato fiducia all’Uleb per fondare l’Eurolega. Allora – continua l’ex patron – non c’era ancora il discorso delle licenze per cui il nostro diritto non dipendeva dai risultati sportivi. L’unico modo per far partecipare Siena era farci fuori. Quello scherzo del 2003 ci è costato due anni di Legadue, 850mila euro in contanti per comperare il Progresso, la perdita di tutti gli affiliati tra cui Belinelli e la creazione della Virtus 1934 per essere sicuri che non tornassimo in fretta in serie A e reclamassimo il nostro diritto“.

Dopo quattro anni da quell’episodio, la finale scudetto contro la Mens Sana. “Se ci fosse stato Petrucci certe cose non sarebbero successe. Non porta bene comunque mettere il naso nei bilanci degli altri e in ogni caso Siena come modello organizzativo non si può discutere – ammette Sabatini -. Nello sport non basta essere ricchi e potenti per vincere sette scudetti di fila, occorre avere una struttura che altri non avevano. Sono altri gli episodi che mi hanno fatto sorgere qualche dubbio“.

Quali ad esempio? “Perdemmo una Coppa Italia contro la Benetton che schierava Lorbek che non poteva essere tesserato. Per giustificare che non potevano togliere loro il titolo e assegnarlo a noi parlarono di un vuoto nel regolamento. Benetton e Montepaschi allora avevano un peso superiore a tutte le altre“.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy