Oklahoma non perdona, Beli e i Kings ancora k.o.

Oklahoma non perdona, Beli e i Kings ancora k.o.

di Tommaso Rocca

Altra sconfitta per i Sacramento Kings di Marco Belinelli, la terza di fila, che davanti al proprio pubblico sono stati sconfitti nella notte dagli Oklahoma City Thunder per 131 a 116 in una gara che ha avuto poca storia. Alla Sleep Train Arena di Sacramento la squadra di Kevin Durant e Russell Westbrook ha dimostrato di essere di un altro livello rispetto ai biancoviola sempre costretti ad inseguire e che hanno visto spegnersi ogni possibilità di rimonta già ad inizio dell’ultimo quarto con i Thunder volati sul +17 a nove minuti dal termine. Per i Kings ora la faccenda playoff si fa oltremodo complicata visto che la distanza dall’ottavo posto ora è di quattro vittorie e anche il calendario non sorride ai californiani che dovranno affrontare diverse formazioni messe meglio in graduatoria, contro le quali raramente hanno brillato, nelle prossime sfide. Non è bastata ai Kings la solita prestazione da superstar di DeMarcus Cousins autore di una prova da 35 punti e 12 rimbalzi (con però un rivedibile 14/33 dal campo e 6 palle perse) oltre alla tripla doppia sfiorata da Rondo che a messo a referto 11 punti 12 assist e 9 rimbalzi. Assente tra i biancoviola Rudy Gay mentre Marco Belinelli continua il suo periodo di alti e bassi mettendo a segno 6 punti (3/6 dal campo ma con 0/2 da 3) in appena 16 minuti di utilizzo.

La guardia bolognese è ancora in fase di convalescenza dopo il problema ai denti della scorsa settimana, ma la sensazione è che coach Karl non sia riuscito a ritagliargli il ruolo perfetto che aveva negli Spurs delle scorse stagioni quando pur partendo dalla panchina Marco riusciva quasi sempre a dare il suo prezioso contributo una volta sceso sul parquet, sia in attacco che in difesa. Troppo forti i Thunder per i Kings di questo periodo: Durant ne ha messi 27 con 10 rimbalzi e 6 assist, Westbrook continua a mietere triple doppie e ieri sera ha chiuso con 20 punti, 15 assist e 13 rimbalzi confermando di formare con Durant una delle coppie più inarrestabili della lega. Se a tutto questo si aggiunge la partita perfetta di Enes Kanter (11/11 dal campo per 23 punti finali), turco visto in Europa qualche anno fa, si comprende perché Oklahoma occupi il terzo posto ad Ovest (e dell’intera lega) con 42 partite vinte e solo 18 sconfitte mentre i Kings arrancano con 24 vittorie e 34 gare che li hanno visti uscire perdenti dal campo. OKC può puntare al titolo NBA ed è una formazione di un altro livello rispetto ai Kings, ancora in cerca di una propria identità e del corretto modo per mettere in campo tutte le proprie qualità che visto il roster dei biancoviola restano spesso inespresse. Il tempo per poter recuperare su chi è davanti c’è (mancano ancora 25 partite al termine della regular season) ma prima di tutto Sacramento deve trovare se stessa e riuscire a vincere alcune partite senza che ogni vittoria diventi un’impresa. Altrimenti sarà meglio cominciare a pensare al futuro e organizzarsi in maniera intelligente per la prossima stagione visto che a Sacramento i playoff iniziano a mancare ormai da 10 anni, un po’ troppi per Cousins e compagni.

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