Le maledette ‘salvezze tranquille’

Le maledette ‘salvezze tranquille’

Dopo il Bologna, anche la Virtus punta al consolidamento della categoria e alla salvezza tranquilla: ma sarà esattamente così

A Bologna esiste una criptonite dell’entusiasmo: è la frase ‘salvezza tranquilla’. Si sa, da che mondo è mondo, quando una stagione sportiva fila via senza sussulti (che può essere considerato anche un pregio) la piazza non si diverte e non si emoziona. Paradossalmente, per il richiamo mediatico, per il calore dell’ambiente e per il coinvolgimento, è meglio un campionato di vertice in Serie B che un quindicesimo posto in A. Lo dicono i numeri di pagine lette sui siti web. La gente è affamata di avvenimenti che destino attenzione, non di una diagonale sbagliata da Masina, la classica ammonizione di Pulgar o la propensione del Bologna recente a prendere gol nel finale. Serve un sussulto, la vita sportiva piatta appiattisce anche il contorno.

Il Bologna da due anni ha intrapreso la strada del consolidamento della categoria, che tradotto significa: salvarsi senza patemi. Questo ha generato una serie di routine che tendono ad ammazzare il rapporto di coppia. Servirebbe qualcosa di diverso, di migliore. Salvarsi tranquillamente è un pregio, così come lo è non rischiare più il fallimento, ma alla lunga l’appeal calcistico verso i propri tifosi rischia di scemare. Non è colpa della proprietà, ma in larga parte della conformazione della Serie A che da qualche stagione a questa parte sforna campionati già decisi in partenza sia nel vertice che nella base. Per il tifoso è un po’ come rivedere lo stesso film, ma un conto è avere sullo schermo una pellicola da premio Oscar, un altro avere una produzione di Serie B poco avvincente e mal montata. Attenzione, dal punto di vista giornalistico il Bologna ha conquistato il suo obiettivo in classifica salvandosi (e la proprietà merita ancora ampio credito) ma dal lato emozionale è chiaro che il club ha bisogno di intercettare quella parte di tifo che tendenzialmente si è stancata della famosa ‘salvezza tranquilla’ senza sussulti. Un conto è salvarsi divertendo, un altro salvarsi annoiando. E’ un po’ come il partito che cerca di conquistare l’elettorato indeciso o astenuto.

In questo contesto, sentendo le parole di Baraldi, sembra inserirsi anche la Virtus. Lo stesso braccio destro di Massimo Zanetti ha parlato di salvezza tranquilla e obiettivo più ambizioso i playoff, ma le cose stanno davvero così? Se Mr Segafredo, come credo, ha preso spunto dal Bologna, forse no. Il trevigiano avrà visto come dopo sole due stagioni sia scemato l’entusiasmo attorno al Bologna a cospetto delle fanfare del 2015, frutto non di promesse presidenziali non mantenute ma di risultati annoianti nonostante le salvezze centrate. Può allora Segafredo permettersi di ripercorrere le stesse strade con la V? Sfornare cioè una serie di roster che badino solo a salvarsi, in uno sport in cui esistono playoff e i costi di gestione risultano decisamente inferiori al calcio? Quando retrocesse, la V fece 22 punti in classifica, appena 6 punti sopra c’era il nono posto, il playoff era a quota 30, esattamente come in questa stagione. Se l’obiettivo del club è Aradori, e con esso Cusin, può l’obiettivo essere la salvezza? Probabilmente i vari Aradori, Cusin, Umeh, Lawson e Gentile possono far vincere quelle 3-4 partite in più rispetto ai Gaddy, Mazzola e Cuccarolo. Si tratta della classica tattica del profilo basso, partire a fari spenti e sorprendere, che è la via migliore per farsi largo nel basket che conta come fatto con Trento in questa stagione. Diventerà, dunque, interessante notare il comportamento della critica. Al Bologna tendenzialmente è stato perdonato poco nell’ultima stagione, alla Virtus, in caso di salvezze tranquille, quanto tempo sarà concesso prima di passare al famoso ‘caccia la pilla’? In realtà, molto probabilmente Segafredo costruirà già da subito una squadra competitiva: può permetterselo.

1 commenti

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  1. 12345678 - 4 settimane fa

    Condivido totalmente il tuo pensiero, sono sicuro che “l’ampio credito” di cui gode ancora il B.f.c. sia interamente dovuto dalla ricchezza di Saputo, infatti si sa già che dall’anno venturo, avremo un sostanziale cambio di passo e lo si vedrà solo dal veloce cambio di allenatore, da uno da “salvezza tranquilla” a uno “da corsa”, se sarà veramente così, “lo scopriremo solo vivendo”…
    Per la Virtus sono certo che Zanetti, spingerà moderatamente sull’acceleratore da subito e spero tanto che venga preso anche il fratello Alessandro Gentile…lasciando dov’è Aradori.

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