Fortitudo, Raucci è già al lavoro: “Voglio dimostrare che valgo l’A2”

Fortitudo, Raucci è già al lavoro: “Voglio dimostrare che valgo l’A2”

Dopo la fiducia concessagli da Boniciolli, Davide Raucci è più motivato che mai ed è già al lavoro al PalaDozza. Sotto la guida di Stefano Comuzzo lui e altri biancoblù hanno iniziato a prepararsi, a studiare in vista dell’A2. “E’ faticoso -racconta il 25enne- ma allo stesso tempo bello. Stiamo cercando di migliorare i nostri fondamentali, un lavoro utile che darà i suoi frutti durante il campionato”.

Raucci, dopo la conferma da parte del mister, è rimasto sorpreso e spera di dimostrare sul campo di essere un giocatore di valore: “Non mi aspettavo che Boniciolli mi tenesse in gruppo. E’ una persona che stimo a di là dell’aspetto tecnico, molto intelligente ed onesta. Quando è arrivato mi ha dato subito spazio e io ho cercato di meritarmi questa decisione. Allo stesso modo spero che non si sia sbagliato”.

Due anni e mezzo fa in serie C e oggi in A2, un bel salto di qualità. Raucci ci è riuscito a 25 con la Fortitudo, per lui una bella sfida. “Quando ho iniziato a giocare a basket -spiega- sono rimasto incastrato in una strana situazione. Quando ero un under le società di A non avevano l’obbligo di tesserarli, quando non lo ero più arrivò la regola di avere in squadra alcuni giovani”. 

La Fortitudo è prima di tutto una vera squadra che fa della coesione e dello spirito di gruppo le sua armi vincenti, come spiega bene Raucci: “Credo che prima delle questioni tattiche e tecniche quello che conta di più è che noi siamo la Fortitudo. Siamo una squadra, un gruppo che ha dimostrato come l’unità sia la sua vera forza”. 

Non a caso l’ala piccola ha rapporti molto stretti con tutti i suoi compagni, primo tra tutti Nazzareno Italiano. “I nostri appartamenti sono vicini -racconta- abbiamo gli stessi interessi e passiamo molto tempo insieme in palestra. Adesso che lui è abbronzato ci scambiano anche per fratelli. Comunque ho ottimi rapporti con tutti, non solo con Nazzareno”.

Il suo soprannome è “Toblerone”. Questo significa che, senza ignoranza, si può scherzare anche sulle questioni più delicate. Raucci racconta l’origine del nomignolo: “La cosa è nata senza malizia: il nostro allenatore a Biella ci dava sempre i cioccolatini a fine allenamento. Una volta mi diede un toblerone dicendomi che da quel momento quello sarebbe stato il mio soprannome”.

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