Fortitudo, coach Boniciolli non abbandona …il bus

Fortitudo, coach Boniciolli non abbandona …il bus

Dopo la scoppola rimediata nella sua Trieste, il coach fortitudino, nonostante dovesse raggiungere la famiglia nel capoluogo giuliano, ha scelto di tornare in pullman a Bologna con la squadra, per poi ripartire alla volta del Friuli. Un gesto che testimonia quanto valga la persona, prima che il professionista.

Unità di intenti e compattezza, costi quel che costi. Questo il credo di Matteo Boniciolli, orgoglioso del proprio lavoro e delle proprie idee. Il coach fortitudino, dopo il -28 rimediato proprio nella sua Trieste, sarebbe dovuto restare nel capoluogo giuliano per raggiungere la famiglia, ma ha preferito tornare a Bologna in pullman con la squadra, per poi ripartire verso il Friuli. 600 km di passione, 600 km che dimostrano tutta la professionalità e l’umanità dell’ex Virtus, che non ha voluto abbandonare i suoi ragazzi dopo una sconfitta così pesante. Obiettivo quello di compattare l’ambiente e dimostrare cosa significhi l’umiltà, che ha detta del coach è mancata all’Eternedile nell’ultima uscita.

Prima di scaricare un giocatore o di tornare indietro su una sua decisione, Boniciolli ci pensa non una, non cento, ma mille volte, forse anche di più. E’ la forza delle idee, la stessa forza che gli ha permesso, ad esempio, di portare a casa la Coppa Italia ad Avellino, una società vergine di successi. In questa ottica va letto l’addio a Ivica Radic, numeri alla mano il miglior centro del campionato (19 punti e 9.3 rimbalzi di media), arrivato come sostituto dell’infortunato Ed Daniel. Gli accordi erano che al rientro del lungo ex Pistoia e Varese, il contratto di Radic sarebbe terminato e così sarà. Se si vuole allargare il discorso, giusto ricordare il caso Lestini, costretto dalla Fossa a desistere dall’intenzione di firmare per la F. In quell’occasione, Boniciolli si dovette arrendere al diktat dei tifosi, forse anche per un certo debito che la società ha verso di loro, veri trascinatori della rinascita fortitudina.

Nonostante questo neo, l’allenatore continua a dimostrare la bontà del proprio lavoro, anche con una squadra giovane, basata sul nucleo della promozione del giugno scorso. Proprio perché inesperti e più esposti ad alti e bassi, Boniciolli ha scelto di stare vicino ai propri ragazzi, per dare l’esempio di che cosa significhi fare parte di un gruppo.

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